Molesini: “Fideuram Ispb in vetta all’Eurozona”

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di Chiara Merico 23 Ottobre 2017 | 10:41
Per l’amministratore delegato e direttore generale dell’istituto, Paolo Molesini, la Mifid 2 sarà più un’opportunità che una minaccia.

PRIMI NELL’EUROZONA – Utili e crescita da record nel primo semestre per Fideuram Ispb: risultati che hanno portato la realtà nata due anni fa dalla fusione tra Fideuram e il private banking di Intesa Sanpaolo a diventare la prima banca private in Italia e nell’Eurozona. Lo ha rivelato l’amministratore delegato e direttore generale dell’istituto, Paolo Molesini, in un’intervista ad Affari e Finanza. “Siamo la prima banca private in Italia, per utili ante imposte siamo la terza banca in Europa, dopo Ubs e Credit Suisse, e la prima nell’Eurozona”, ha dichiarato. Per Molesini le due realtà hanno imparato a convivere molto bene. “Tra le due reti c’è poca concorrenza”, ha detto, precisando che “la consulenza in entrambi i canali è differenziata in base alle dimensioni del portafoglio del cliente. Il cliente con uno o due milioni di patrimonio, o anche meno, ha bisogno essenzialmente di una consulenza strategica: l’importante è capire qual è l’asset allocation giusta per lui, quanti e quali rischi può sostenere a fronte dell’obiettivo di rendimento che ha fissato. Con il cliente di dimensioni più importanti la consulenza diventa meno strategica e più tecnica, è una consulenza sui singoli titoli, sulle singole operazioni”.

TRASPARENZA E INNOVAZIONE – A poche settimane dall’avvento della Mifid 2 il tema chiave è la trasparenza. “Già da molti anni ne abbiamo fatto la nostra bandiera”, ha fatto sapere Molesini. “In tutte le gestioni il cliente conosce perfettamente tutti i costi e le commissioni. Non crediamo che la trasparenza sia un vero problema, almeno non per noi. A conti fatti la Mifid 2 sarà più un’opportunità che una minaccia”. E sul tema dell’innovazione tecnologica, Molesini ha illustrato così la strategia di Fideuram Ispb. “Abbiamo fatto una scelta precisa: vogliamo una tecnologia che sia a servizio del banker, non una tecnologia che serva a bypassare la nostra persona sul territorio. Siamo nel business della fiducia e io credo che la fiducia parli attraverso una persona che dialoga con il cliente, gestisce le scelte e le spiega, non attraverso una macchina”.

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