Consulenza finanziaria, la pericolosa ascesa degli abusivi

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di Redazione 30 Novembre 2020 | 10:07

Vi presentiamo di seguito un approfondimento dedicato a un tema di preoccupante attualità: l’abusivismo finanziario. Per approfondire il discorso lato advisory, Bluerating ha contattato Massimo Scolari, presidente di Ascofind, nonché uno dei principali esperti italiani in materia di consulenza finanziaria.

Negli ultimi mesi Consob ha provveduto ad oscurare numerosi siti internet di operatori che propongono servizi di investimento in assenza di autorizzazione. Cosa ne pensa?

Penso che il fenomeno dell’abusivismo, anche nel settore della consulenza in materia di investimenti sia in aumento. Lo dimostrano le numerose comunicazioni che riceviamo dai nostri associati relative a società che propongono consulenza finanziaria senza essere iscritte all’Albo dei consulenti finanziari.

Segnalazioni che noi puntualmente trasmettiamo all’OCF che, a sua volta, informa la Consob e, nell’ambito delle proprie competenze,  assume le opportune iniziative. Quando poi OCF ha notizia di ipotesi di reato, con le procedure stabilite dal protocollo di intesa, informa la guardia di finanza che procede come autorità di polizia giudiziaria.

Alcuni di questi soggetti dichiarano di svolgere un’attività di ricerca in materia di investimenti, editoriale o di formazione alla propria clientela. E queste non sono attività riservate agli iscritti all’Albo, giusto?

Certamente, ma si tratta di esaminare, caso per caso, se dietro alla vetrina si svolga nel concreto un’attività di consulenza personalizzata in materia di investimenti. In tal caso, aldilà delle ingenue rappresentazioni, si presta abusivamente un servizio di consulenza agli investimenti con conseguenze assai gravi, anche sotto il profilo penale.

Ciò vale anche, a suo giudizio, per la proposizione dei “portafogli modello”?

Meglio non giocare con le parole. I portafogli sono un insieme di strumenti finanziari. Suggerire l’adozione di un portafoglio (modello o meno) significa effettuare raccomandazioni di investimento su strumenti finanziari. Il problema non si sposta utilizzando terminologie tecniche o di fantasia.

Alcuni operatori sostengono che le raccomandazioni alla clientela non sarebbero definibili come  personalizzate perché prescindono da valutazione del profilo di rischio e/o di adeguatezza e quindi non rientrerebbero nel perimetro dell’attività riservata di consulenza. Cosa ne pensa?

La normativa Mifid definisce personalizzate le raccomandazioni di investimento presentate come adatte al cliente nella sua qualità di investitore. Prestare consulenza agli investitori senza conoscerne le caratteristiche e il profilo di rischio non è un’attenuante ma, a mio avviso, un’aggravante.

Sarebbe come farsi curare da un medico (tra l’altro non iscritto all’Albo) che prescrive medicinali senza conoscere l’effettivo stato di salute del paziente. Lei si farebbe curare da quel medico? Io no, sinceramente. Ciò vale anche per la tutela del risparmio che, vorrei ricordare, è tutelato anche dalla Costituzione italiana.

Tuttavia, anche la Mifid riconosce che le raccomandazioni di investimento pubblicate sui mezzi di comunicazione o sul web, essendo rivolte al pubblico, risultano per loro natura generiche e non personalizzate, è vero?

Su questo punto il quadro giuridico, tra Mifid 1 e Mifid2, è cambiato. Nella precedente normativa la raccomandazione di investimento era considerata non personalizzata  se veniva diffusa esclusivamente tramite canali di distribuzione o se destinata al pubblico.

Nel nuovo Regolamento Delegato Mifid2 si definisce  raccomandazione non personalizzata (quindi generica) solo se essa è rivolta esclusivamente al pubblico indistinto. Il canale di distribuzione (newsletter, siti internet ecc.) non qualifica più di per sé una raccomandazione di investimento come generica.

Ogni raccomandazione di investimento non rivolta esclusivamente al pubblico ma ad esempio ad un singolo investitore potrebbe quindi assumere le caratteristiche di personalizzazione, in particolare se veicolata tramite servizi a pagamento che prevedono un’interazione tra il consulente ed il cliente.

 

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