Mediobanca, trimestre in forma e wealth management in ascesa

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di Redazione 11 Maggio 2021 | 13:32

Mediobanca ha approvato la relazione trimestrale al 31/03/2021. I nove mesi vedono la conferma di una robusta attività commerciale in tutti i segmenti, trainata dagli investimenti in persone, tecnologia e distribuzione che hanno permesso di superare brillantemente gli effetti del lockdown, accelerando il percorso di crescita. Ricavi, utile e solidità patrimoniale mostrano apprezzabili aumenti, confermati anche nell’ultimo trimestre. Qui di seguito alcuni highlight del trimestre, mentre qui il comunicato completo:

– Ricavi stabili su livelli elevati (€663m, -2% t/t ma +14% a/a)
– Costo del rischio a 53bps (39bps nel 2T21, 85bps nel 3T20), con classificazione rigorosa, senza partite straordinarie e prudenzialmente senza rilascio dei fondi accantonati a Dicembre 20
– Utile netto a €193m, raddoppiato a/a (-8% t/t per componenti non ricorrenti)

Concentrandoci sulla divisione del wealth management, i nove mesi chiudono con un utile in crescita dell’11,3% a 74 milioni (66,5 milioni lo scorso anno) che consentono alla divisione di mantenere una redditività elevata (ROAC al 22%); su base trimestrale la crescita è dell’8,4% (da 25 a 27,1 milioni) sostenuta dall’apprezzabile andamento dei ricavi (+4,6% su base annua e +3,5% rispetto allo scorso trimestre) strettamente connesso alla crescita delle masse qualificate – AUM/AUA – (da 42 a 44,1 miliardi nel trimestre) e che porta il Cost/Income al 74% (76,2% lo scorso anno).

Nei nove mesi la struttura distributiva si rafforza di 60 professionisti, per la metà entrati a partire da gennaio 2021. CheBanca! ha incrementato nel trimestre la forza vendita con l’ingresso di 12 nuovi gestori Premier (che a fine periodo salgono così a 479) e 18 consulenti finanziari (447) dislocati su 201 punti vendita oggetto di progressiva revisione nell’ambito del progetto di riposizionamento verso la clientela Premier. Parallelamente aumentano gli ingressi nel Private: 6 ingressi in CMB Monaco nell’ambito del piano di turnover e 3 in Mediobanca Private Banking; complessivamente i Private Banker salgono a 134 di cui 85 sul mercato domestico.

Prosegue l’ampliamento dell’offerta prodotti:
L’offerta di prodotti per la clientela Wealth si è arricchita con la nuova linea tematica Asia ex Japan per completare le linee di Gestione Patrimoniale dedicate a settori/temi specifici, il Fondo Target Maturity Mediobanca Diversified Credit Portfolio 2026 di Mediobanca SGR, la terza iniziativa in investimenti immobiliari di pregio nell’ambito del Private Markets. Nel trimestre è avvenuta la prima exit degli investimenti fatti da The Equity Club attraverso il collocamento sul mercato di Philogen (azienda operante nel settore biotech) che ha consentito una positiva performance per i clienti.

Gli afflussi netti della divisione sono stati pari a 1,1 miliardi (di cui 1,4 miliardi nell’Affluent/Private) che portano il dato dei 9 mesi a 2,7 miliardi (3,6 miliardi nell’Affluent/Private), di cui 1,3 miliardi di depositi (584 milioni nel trimestre) e 1,4 miliardi di raccolta indiretta (517 milioni). In particolare, ai depositi concorrono nel trimestre l’Affluent per 761 milioni mentre ci sono conversioni nel Private con deflussi per 177 milioni; specularmente le Net New Money di AUM/AUA riguardano per 454 milioni l’Affluent e per 352 milioni il Private in parte assorbite dal calo dell’Asset Management (-289 milioni). Le attività gestite per conto della clientela (Total Financial Assets – TFA) saldano così a 69,3 miliardi, includendo un effetto mercato del trimestre di 1,6 miliardi (3 miliardi dall’inizio dell’esercizio); di questi 31,4 miliardi sono riconducibili all’Affluent (14,6 miliardi di AUM/AUA), 28,8 miliardi al Private (20,5 miliardi di AUM/AUA e 19,7 miliardi all’Asset Management (di cui 10,7 miliardi collocati all’interno del Gruppo).

I ricavi della divisione saldano a 463,9 milioni, in crescita rispetto allo scorso anno (+4,6%, da 443,6 milioni) e nel trimestre (+3,5%, da 156,3 a 161,8 milioni). In dettaglio:
il margine di interesse nei nove mesi si incrementa del 2,6% (da 203,7 a 209 milioni) con un contributo trimestrale di 72 milioni (+4,2%). Nei primi 3 mesi del 2021 l’Affluent cresce del 2,7% (da 56,4 a 57,9 milioni) per i maggiori volumi intermediati (mutui e depositi) e CMB Monaco (principale contributore del Private) registra una ripresa dell’apporto da 10,1 a 11,5 milioni;

le commissioni aumentano a 246,9 milioni (234,5 milioni lo scorso anno) con un’importante crescita dell’Affluent (+22,2% a 92,6 milioni) sostenuta da management and banking fees (+26%, a 106,2 milioni); in progresso anche il Private (+8%, a 103 milioni) la cui quota ricorrente aumenta del 9%; il trimestre conferma il trend positivo delle commissioni (+2,8% a 86,9 milioni) di cui 32,1 milioni nell’Affluent (-3,6%) e 38,3 milioni nel Private (+17,1%) a fronte di un contributo dell’Asset Management in calo da 16,3 a 14,4 milioni esclusivamente per la minor incidenza delle performance fees (-1,9 milioni).

I costi di struttura aumentano da 338 a 343,2 milioni (+1,5%) con un contributo trimestrale di 119,3 milioni (+3,9%). Nel dettaglio Affluent e Private crescono per gli investimenti commerciali (assunzioni e campagne di marketing) mentre l’Asset Management cala per gli effetti del piano di efficientamento in corso.

Le rettifiche su crediti aumentano da 11,8 a 16,3 milioni e sono interamente riconducibili ai mutui ipotecari CheBanca! che, oltre ai maggiori volumi, riflettono un atteggiamento prudenziale sulle moratorie in essere. Nel trimestre le rettifiche saldano a 4,5 milioni in calo rispetto al primo semestre esclusivamente per l’assenza di segnali di deterioramento del portafoglio e senza ridurre i tassi di provisioning di dicembre 2020. Gli impieghi creditizi della divisione si attestano a 14,3 miliardi (14 miliardi al 31 dicembre scorso) con una componente di mutui ipotecari in crescita da 10,7 a 10,9 miliardi dopo erogazioni per 0,6 miliardi; alla quota Private (da 3,3 a 3,4 miliardi) concorre principalmente CMB Monaco (2,1 miliardi). Le attività deteriorate lorde rimangono stabili a 217,1 milioni (pari all’1,5% degli impieghi) e riguardano prevalentemente i mutui ipotecari di CheBanca! (199,9 milioni, con un’incidenza dell’1,8% sul totale impieghi); su base netta rappresentano meno dell’1% del totale impieghi (110,5 milioni, di cui 46,5 milioni di sofferenze) con un tasso di copertura in lieve crescita dal 48,8% al 49,1% (61,8% contro 59,4% sulle sofferenze).

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