Reti: raccolta e cedole a pioggia

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di Gianluigi Raimondi 8 Aprile 2022 | 10:32

Chi ben incomincia è a metà dell’opera. Il detto, si spera, possa valere anche per le reti, che dopo un 2021 da incorniciare hanno iniziato quest’anno nel migliore dei modi. Guerra in Ucraina e nuovi scenari geopolitici ed economici permettendo. Comunque, così come la recrudescenza della pandemia di Coronavirus lo scorso anno non è stata certo un freno all’espansione della raccolta e del patrimonio, anche il conflitto in corso e i nefasti riflessi sul sistema economico potrebbero non rappresentare nel 2022 un limite a un ulteriore miglioramento dei risultati delle big del risparmio gestito. Non solo. Dopo la recente ondata di correzioni a Piazza Affari i rendimenti dei dividendi delle quotate di questo settore sono ancora più allettanti. Ma procediamo con ordine, analizzando punto per punto questo scenario. Lo scorso anno la raccolta netta ha toccato i 57,3 miliardi di euro, il 32,2% in più rispetto al 2020 e quasi il 64% in più rispetto all’anno precedente. Merito soprattutto della componente di raccolta rappresentata dal risparmio gestito, pari a circa 43 miliardi, aumentata di oltre il 77%. E il patrimonio delle reti nel 2021 ha superato i 786 miliardi con un incremento di quasi il 18% sull’anno (percentuale che però calcolata al netto delle variazioni intervenute nel corso dell’anno nella composizione del campione Assoreti si riduce a un +14,1%). Il numero di clienti a fine 2021 ha poi sfiorato i 4,8 milioni e che il numero di consulenti finanziari operativi ha superato le 24mila unità. Inoltre, la dimensione media del portafoglio per consulente è cresciuta di oltre il 40% su base annua a quasi 33 milioni di euro. Passando al 2022, a gennaio, secondo quanto rilevato da Assogestioni, l’industria del risparmio gestito ha raccolto 4,3 miliardi di euro sotto la spinta dei fondi aperti che chiudono il primo mese del 2022 con un saldo positivo di 5,3 miliardi, equamente distribuito fra fondi monetari (+2,6 miliardi) e di lungo termine (2,7 miliardi). A livello di categorie i risparmiatori hanno indirizzato le proprie preferenze in particolare sui fondi azionari (+2,6 miliardi) e sui bilanciati (+1,9 miliardi).

Patrimonio record
Il patrimonio gestito a fine gennaio si è attestato a 2.551 miliardi. Il gruppo Fideuram ISPB (Fideuram, Intesa Sanpaolo Private Banking, Sanpaolo Invest e IWBank), secondo quanto rilevato da Assoreti, si confermava al primo posto per raccolta netta, con 1,1 miliardi di euro. Per quanto riguarda il mese di febbraio, ecco di seguito i numeri relativi ai big del settore (tenendo conto che i risultati di Fideuram saranno diffusi a inizio aprile quando questo magazine andava in stampa). Azimut ha registrato a febbraio una raccolta netta positiva per 746 milioni di euro mentre a gennaio la raccolta è stata positiva per 93 milioni. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si è attestato a fine febbraio a 81,2 miliardi, di cui 53 miliardi riferiti alle masse gestite. “I flussi positivi registrati confermano il valore e la qualità del nostro modello di business”, ha affermato Gabriele Blei, amministatore delegato del gruppo, “la vicinanza tra i nostri consulenti e i clienti sta evitando che l’emotività in questo periodo di grandi preoccupazioni abbia il sopravvento, mettendo quindi al riparo gli investitori da scelte di breve periodo. La nostra vasta gamma di prodotti gestiti liquidi e alternativi legati ai mercati privati ci permette poi di offrire soluzioni adeguate ai clienti anche in un contesto di elevata volatilità sui mercati, accompagnandoli verso una pianificazione finanziaria diversificata e orientata al lungo periodo”.

Conferma per il Leone
Proseguendo, dopo gli oltre 486 milioni di euro di gennaio, la raccolta netta totale di Banca Generali a febbraio si è confermata sugli stessi ottimi livelli, portando a casa 496 milioni e sfiorando il miliardo di nuovi flussi da inizio anno. Le soluzioni gestite (fondi, contenitori assicurativi e finanziari) ammontano a 465 milioni da inizio anno confermando una buona dinamica nonostante la straordinaria volatilità dei mercati finanziari. “I mercati scontano grande incertezza e paura, ed è in momenti come questi che sono maggiormente orgoglioso del grande lavoro che svolgono i nostri professionisti, con professionalità, serietà e vicinanza nei confronti della clientela”, ha commentato l’amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali Gian Maria Mossa, “e il risultato di febbraio dimostra ancora una volta la capacità di guardare oltre, grazie anche a un’ampia gamma di soluzioni e servizi unica sul mercato. La solidità della banca e le competenze dei nostri bankers trovano sempre più riscontro nei bisogni delle famiglie e le risposte positive registrate a febbraio anche in termini di flussi di raccolta gestita confermano la capacità di ragionare in una logica di medio lungo periodo”. Prosegue la crescita anche Banca Mediolanum, che da inizio 2022 ha registrato una raccolta netta di 1,48 miliardi da inizio anno di cui la componente relativa al risparmio gestito ammonta a 1,06 miliardi. “I solidi risultati confermano ancora una volta quanto nelle fasi di maggiore incertezza sia importante avere un partner di fiducia come noi nella gestione dei propri risparmi”, ha affermato Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, che ha sottolineato poi da un lato gli sforzi dei Family Banker nell’essere costantemente al fianco dei clienti e dall’altro il successo dei servizi automatici d’investimento che caratterizzano la strategia del gruppo”. Banca Mediolanum, ha sottolineato poi il management, come sempre nei momenti di forte preoccupazione si sta impegnando nel mettere in atto appuntamenti di aggiornamento e approfondimento quotidiani affinché i Family Banker possano avere a disposizione tutti gli strumenti per interpretare l’andamento dei mercati con piena razionalità e guidare la clientela ad agire con metodo.

Accelerazione nella crescita
Ancora, per Fineco anche lo scorso febbraio la raccolta netta si è confermata su livelli elevati, attestandosi a 945 milioni di euro, con la componente gestita mantenutasi solida a 272 milioni, “favorita dalla capacità della rete di consulenza di affiancare i clienti in una pianificazione di lungo periodo anche in contesti di volatilità”, ha sottolineato il management. La componente amministrata si è attestata a 267 milioni, mentre la diretta è a 406 milioni e la raccolta istituzionale di Fineco Asset Management, pari a 524 milioni nel mese, “conferma poi l’accelerazione del processo di crescita della società, favorendo una più completa internalizzazione della catena del valore”. Dati che vanno a sommarsi alla raccolta di 672,7 milioni relativa a gennaio. A fine febbraio 2022 il patrimonio totale era pari a 105,04 miliardi di euro. “In una fase così complessa, il rapporto di fiducia costruito nel tempo con la clientela sta supportando l’impegno dei nostri consulenti nel mantenere sotto controllo l’emotività, favorendo scelte razionali per la gestione dei risparmi”, ha dichiarato Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale di Fineco, “da sottolineare poi in questo contesto l’eccellente risultato di Fineco AM, che grazie ai nuovi prodotti lanciati recentemente sta proponendo soluzioni d’investimento adeguate anche in una fase di difficile lettura”. Per quanto poi riguarda i rendimenti dei dividendi, come detto, le recenti discese dei listini (che non hanno lasciato immuni nemmeno i big del risparmio gestito), hanno reso ancor più allettanti le già alte percentuali. Nel dettaglio, secondo quanto rilevato a metà marzo, per Azimut il dividend yield è prossimo al 4,8%, per Banca Generali è del 5,2%, per Banca Mediolanum è al 3,25% e per Finecobank è prossimo al 2,7%. Per fare un confronto, nel suo complesso, il dividend yield medio del Ftse Mib è al 3,6% circa.

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