Promotori o consulenti? Cambia solo l'etichetta

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di Redazione 27 Gennaio 2009 | 15:11
E’ il momento di fare chiarezza. Troppi soggetti oggi scelgono la professione in base alla moda del momento: prima promotori, poi consulenti, poi mediatori, poi di nuovo promotori. Oggi è possibile fare una scelta definitiva e decidere quale servizio offrire a un cliente e con quale “divisa”.

Gentile redazione, non era assolutamente mia intenzione fare un attacco diretto ai promotori finanziari, io credo nel mercato e sono profondamente convinto che chi ha sempre operato bene continuerà sempre a stare sul mercato, sia esso promotore o consulente.
Sono d’accordo con voi che dal punto di vista delle competenze la categoria dei promotori finanziari abbia dimostrato in questi anni di avere le competenze per servire un cliente, ma quando vi riferite a quelli che nella loro carriera hanno avuto la fortuna di lavorare per quelle strutture che non si sono limitate a collocare prodotti, ma hanno anche fornito consulenza (e possiamo assicurare che dei casi simili esistono) mi domando e vi domando quanti sono sul totale dei promotori?

La mia intenzione è semplicemente quella di contribuire a fare chiarezza in un campo che il risparmiatore medio considera ancora tabù. Molta gente mette sullo stesso piano il promotore finanziario, il mediatore creditizio, il consulente finanziario indipendente, il private banker. E’ giusto allora, nel rispetto reciproco, lavorare per fare la massima chiarezza possibile.
Con cordialità 
e-mail firmata


Risponde Francesco D’Arco di Bluerating.com

Lo stesso lettore che aveva scatenato il dibattito sulle competenze dei consulenti è voluto ritornare sulla questione, chiarendo la sua posizione in merito alla categoria dei promotori finanziari e andando oltre. In particolare il nostro attento lettore invita tutti a dare il proprio contributo nel fare chiarezza su un “campo che il risparmiatore medio considera ancora tabù”: la consulenza finanziaria (e il risparmio gestito in generale, aggiungiamo noi).

Non sono bastati i crack Parmalat, i bond argentini, né tanto meno il recente crack Lehman, per avvicinare gli investitori al mondo della consulenza e del risparmio gestito. E’ cresciuta l’attenzione rivolta a queste tematiche da parte dei media cosiddetti “generalisti”, ma di pari passo non è cresciuta la cultura finanziaria. Sono ancora troppi i risparmiatori che non fanno alcuna differenza tra promotori, consulenti, mediatori, agenti immobiliari, agenti assicurativi. O meglio, per molti risparmiatori l’unica differenza risiede nel prodotto offerto, ma alla fine, tolta l’etichetta, sono tutti uguali.

Certo esistono anche clienti consapevoli che i professionisti sopra indicati hanno anche, e soprattutto, competenze diverse. Ma è anche vero che purtroppo c’è chi mette tutte queste categorie in un unico calderone, anche perché spesso ci sono soggetti che nel corso della propria vita professionale passano da un’attività all’altra con estrema semplicità, come se fosse un banale cambio di “cappello”. O meglio di etichetta.

Ed è qui che il nostro lettore, e anche noi, invitiamo tutti a compiere un gesto di profonda chiarezza, verso se stessi e verso i risparmiatori. Nel corso della propria vita professionale ci possono essere fasi di transizione da un lavoro a un altro, ma arriva un momento per tutti di decidere cosa fare da grandi: il promotore? il consulente?, il mediatore creditizio? l’agente assicurativo? l’agente immobiliare?

Arriva un momento in cui si deve scegliere la “divisa” da indossare e seguire la propria vocazione fino in fondo. Solo così si trasmetterà un messaggio chiaro al risparmiatore e al mercato in generale. Tutti coloro che oggi seguono l’onda dei consulenti, ieri seguivano quella dei mediatori, domani torneranno a quella dei promotori per, magari, ritornare alla fine al mondo dei consulenti, basando le proprie scelte solo sulla moda del momento, trasformano queste professioni (e gli eventuali albi di categoria) in pure e semplici “etichette” da indossare in base all’umore del giorno. Questo è un atteggiamento contrario alla chiarezza e privo di rispetto verso i propri colleghi e tutti i professionisti del settore finanziario.

Oggi, con il nuovo Organismo per la Tenuta dell’Albo dei Promotori, il nuovo Albo dei Consulenti, il futuro decreto sul Credito al Consumo dell’Unione Europea (che molto probabilmente regolamenterà ulteriormente il mondo dei mediatori creditizi) è il momento giusto per fare chiarezza sul proprio futuro, sulla propria professione e sul servizio che si desidera offrire a un cliente.

Se anche voi volete scrivere un pezzo che vada oltre il semplice commento breve della notizia, esprimere la vostra opinione, presentare il vostro caso, chiedere un parere ai nostri esperti, scriveteci! 

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