In calo gli scambi sul Sedex, non i collocamenti

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di Fabio Coco 23 Marzo 2009 | 14:45
Boom di emissioni nel mese di Febbraio sul Sedex, ben 500, per un controvalore complessivo di 745,1 milioni di euro di contratti scambiati.

Leggermente in calo il volume degli scambi a Febbraio rispetto al mese precedente, sia in termini di contratti che in termini di controvalore. Secondo le nuove statistiche per il mercato Sedex a cura di Borsa Italiana, infatti, se a Gennaio 2009 sono stati scambiati 167.345 contratti per un valore complessivo di 890 milioni di euro, a Febbraio sono stati negoziati 155.452 certificati per un valore totale di 741,1 milioni.

In lieve calo, in particolare, il segmento più florido del Sedex, ovvero quello dei CW Plain Vanilla, che passano dal numero di 142.870 contratti di Gennaio, ai 131.630 di Febbraio. Si tratta di strumenti soprattutto utilizzati nel breve periodo (il passare del tempo ne fa scemare il valore), adatti per investitori molto aggressivi, essendo altamente speculativi. In aumento, invece, il segmento dei Leverage Certificates, strumenti che consentono al sottoscrittore di partecipare direttamente alla performance del sottostante con effetto leva; in questo caso, si passa da 11.390 contratti ai 12.117 di Febbraio, per un controvalore di 48,3 milioni di euro.

I sottostanti sensibilmente più utilizzati rimangono gli indici italiani e le azioni italiane, fatto probabilmente dovuto al grado di maggior conoscenza e sicurezza percepita da parte dei risparmiatori per il mercato di casa nostra. In calo, però, entrambi rispetto a Gennaio 2009: le azioni italiane, difatti, passano da 55.956 a 54.699 contratti, mentre gli indici da 88.800 contratti scambiati agli 79.532. Appena in crescita, al contrario, azioni ed indici esteri, ma anche i contratti collegati al mondo dei commodity (da 9.463 a 9.764 di Febbraio).

Nel dettaglio, i cinque sottostanti più utilizzati a Febbraio, sono stati l’indice S&P/Mib (51,14% in termini di contratti negoziati), Eni (12,29%), Fiat (7,75%), Future Brent 06/09 (4,9%) e Unicredit (3,88%). In termini di controvalore scambiato, invece, sempre in testa abbiamo l’indice S&P/Mib (340, 64 milioni di euro), Eni (196,28 mln), Intesa Sanpaolo (41,6), Fiat (41,56 mln) ed il DJ Eurostoxx 50 (14,66 milioni di euro).

Riferendosi, invece, al listino dei contratti quotati alla fine del mese, si segnalano i 209 nuovi collocamenti nel mese di Gennaio (172 CW Plain Vanilla e 37 Investment Certificates B Class), quasi la metà degli strumenti quotati a Febbraio. Infatti, sono 500 i contratti collocati a Febbraio, così distribuiti: 255 CW Plain Vanilla, 208 Leverage Certificates e 37 Investment Certificates B Class. Questo boom di prodotti finanziari a Febbraio, è dovuto alle nuove emissioni da parte di Abn Amro (200), Banca Aletti (27), Banca Imi (52), BNP Paribas Arbitrage Issuance (130), Sal Oppenheim (1), Società Generale (58) ed Unicredit (32).

Tra gli strumenti più scambiati, abbiamo i CW Plaint Vanilla di Società Generale con sottostante Eni (Isin FR0010714758 e FR 0010714766) e di BNP Paribas Arbitrage Issuance con sottostante Fiat (NL0006299471); tra gli Investment Certificates, il più scambiato a Febbraio è il Bonus Certificate di Unicredit con sottostante Intesa Sanpaolo (IT0004035934) seguito dai due Borsa Protetta di Banca Aletti su Eni (IT0004346737 e IT0004453301).

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