Esg, l’Ue: da ora obbligatorio il report della sostenibilità

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di Antonio Potenza 3 Marzo 2021 | 11:39

La sostenibilità anche in ambito Esg non può più essere solo un claim.
Per questo il 2 Febbraio le Autorità di Vigilanza europee (Eba, Eiopa ed Esma) hanno emanato la versione finale delle norme tecniche di regolamentazione (Rts) chieste dal Regolamento Ue 2019\2088.
Le disposizioni sono state rinforzate in ottica di un miglioramento del reporting Esg e sono indirizzate ai partecipanti ai mercati, ossia sia a chi fornisce i servizi di gestione del risparmio, sia ai consulenti finanziari, principalmente banche e imprese di assicurazioni.

Le nuove norme richiedono dettagliati contenuti e specifiche modalità di presentazione, sia a livello di entità che di prodotto. Questo aiuterà gli investitori ad avere una panoramica maggiore e una consapevolezza più precisa dei principali impatti negativi delle proprie decisioni di investimento.

Cambiamento importante che sottolinea la crescita esponenziale dell’industria degli investimenti socialmente responsabili. Conseguentemente crescono i rischi di greenwashing, ovvero l’ambientalismo di facciata. L’applicazione delle disposizioni è prevista dal 10 marzo e sarà seguita da specifiche caratteristiche.

A livello di entità, sul sito web dei partecipanti e dei consulenti, dovranno essere chiaramente rappresentati gli effetti negativi che le decisioni di investimento hanno sui fattori di sostenibilità, in termini di clima, ambiente, diritti umani e anticorruzione. Sarà obbligatorio, infine, descrivere le politiche di mitigazione intraprese per aderire agli standard internazionali di sostenibilità. Ai consulenti è richiesto di divulgare informazioni su come utilizzino le informazioni disponibili dai partecipanti ai mercati e su quali criteri o soglie adoperino per la vendita o la selezione dei prodotti.

A livello di prodotto, invece, i partecipanti dovranno pubblicare sul sito web le metodologia di misurazione, le fonti informative e i criteri di screening utilizzati. Dovranno inoltre dichiarare in che modo i prodotti definiti “sostenibili” non danneggiano l’ambiente.

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