Il dollaro spinge al ribasso le materie prime, petrolio in testa

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di Redazione 12 Agosto 2008 | 15:00
Il rafforzamento del dollaro mette sotto pressione le principali materie prime, soprattutto quelle che sono cresciute maggiormente negli ultimi mesi.

Nonostante il calo del prezzo del greggio sui mercati spot, i volumi sull’ ETFS Short Crude Oil (SOIL) volano al mercato di Londra con oltre 650 milioni di dollari di scambiato. L’attività sull’etf legato al prezzo del greggio è tale che rappresenta oggi circa il 30% di tutto il volume degli ETF/ETC scambiati sulla piaza londinese, inclusi tracker storici quali quello sul FTSE 100 e sull’S&P500.


Nell’ultima settimana le masse sono aumentate di 52 milioni di dollari, a testimonianza che il petrolio continua ad essere considerato  un bene rifugio contro l’inflazione.

Sul fronte dei metalli preziosi, l’ETFS Physical Gold continua a registrare l’interesse degli investitori con 24 milioni di dollari di nuovi investimenti nell’ultima settimana. Gli asset su questo Etf salgono così a 1,6 miliardi di dollari, in rialzo di 581 milioni nelle ultime nove settimane.

Proseguono i disinvestimenti sul fronte del platino: il metallo prezioso ha registrato riscatti per 50 milioni di dollari, arrivando così alla sesta settimana consecutiva di riscatti per un totale di 257 milioni di dollari. Le masse totali ora ammontano a 570 milioni di dollari.

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