Risparmio gestito – Gestori, addio ai piccoli?

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 10 Luglio 2009 | 11:00
Una previsione d’insieme del settore dell’asset management nei prossimi cinque anni a livello globale è quanto emerge dallo studio indipendente “Il futuro degli investimenti: la prossima mossa?” a cura di CREATE Research, commissionato dalla divisione Global Transaction Services di Citi e da Principal Global Investors, realizzato su un campione di 225 asset manager di 30 nazioni.

I gestori prevedono che la maggiore regolamentazione farà crescere i costi, intensificare la competizione, creare una compressione nella remunerazione e accelererà fusioni e scissioni. Mentre non si delinea uno scenario predominante nei prossimi cinque anni, il 70% dei gestori ritiene che l’industria si polarizzerà, con una predominanza dei gestori più grandi all’interno di uno di questi tre scenari: risonanza, segmentazione o commoditisation (processo per cui beni e servizi assumono agli occhi dei clienti sempre più le caratteristiche di una commodity,senza distinzioni al di fuori del prezzo).

Il prof. Amin Rajan, CEO di CREATE-Research ha commentato: “Il settore dell’asset management si trova ad un bivio, come emerge dalla recente implosione. I gestori hanno bisogno di un nuovo motivo per la loro esistenza e per quello della loro offerta, in un momento dove gli elementi motori dei regolatori e dei clienti sono ancora incerti. Mentre l’opinione sulla forma del nuovo panorama non è condivisa, una cosa è certa: un modello di business che non sia in grado di assorbire ulteriori turbolenze non sarà sostenibile, poiché non è possibile escludere nuove turbolenze”.

Ad un estremo, il 34% dei rispondenti si aspetta che il loro settore diventi mercificato come conseguenza dell’aumento della regolamentazione e dell’avversione al rischio da parte dei clienti, quando gli investitori vanno alla ricerca di protezione del capitale. In questo scenario, la dimensione sarà la chiave del successo poiché la commoditisation produce standardizzazione di prodotti e processi che hanno senso in un’economia di scala.

All’altro estremo, il 17% dei consultati si aspetta che il settore diventerà più vibrante, con un maggiore allineamento di interessi tra clienti e asset manager. In questo scenario, l’innovazione che porta valore aggiunto ai clienti sarà il fattore critico.

In mezzo a questi due scenari vi è quello che prevede un settore segmentato, caratterizzato da consolidamenti, centri d’eccellenza separati dedicati a segmenti di clientela diversi, alleanze nei front, middle e back office che permettono una maggior concentrazione di risorse, e una modifica nella struttura di remunerazione che porta ad un maggiore allineamento d’interessi. Quasi la metà (49%) degli intervistati prevedono questo scenario.
Il rapporto indica che i modelli di business associati con lo scenario “segmentazione” hanno iniziato a prendere piede, con le grandi case di gestione che stanno già separando il manufacturing e la distribuzione. Il 40% degli intervistati si aspetta che ciò prosegua.

L’inerzia dei clienti probabilmente lavorerà contro lo scenario di commoditisation e la scarsa propensione dimostrata dai gestori all’innovazione lavorerà contro lo scenario di un settore vibrante. Quindi la segmentazione resta la più probabile. Prefigura un settore dove i migliori produttori, distributori e fornitori di servizi si metteranno insieme.”

Ora la voce è quella di Jim McCaughan, CEO di Principal Global Investors “Nell’arco di nove anni in questa decade, clienti di tutti i tipi sono rimasti scottati da due tra i quattro peggiori bear market nell’ultimo secolo e adesso stanno chiedendo prodotti impermeabili a qualsiasi situazione, con al centro la protezione del capitale. Quegli asset manager che oggi capiscono e soddisfano la propensione al rischio dei clienti e il cambiamento di esigenze in questo nuovo ambiente, saranno all’avanguardia del settore, quando i mercati si riprenderanno”.

Il rapporto menziona anche come l’outsourcing delle attività non-core continuerà senza sosta, lasciando libero il management di concentrarsi sulle quattro aree di business strategiche che sono critiche per mantenere vibrante il settore: capacità di investimento, maggiore allineamento con gli interessi del cliente, proposte di servizio, e capacità di business. Ecco il parere conclusivo di  Neeraj Sahai, Global Head del Securities and Fund Services di Citi: “Gli asset managers stanno ora rispondendo alla realtà del nuovo ambiente e stanno sempre più esplorando opportunità di adottare modelli a costo variabile attraverso l’outsourcing delle funzioni amministrative. Questo è un importante cambiamento strutturale nel modello per la catena del valore del settore, e la maggiore ricompensa potrebbe essere un più efficiente impiego del capitale e la massimizzazione dell’alpha”.

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