Fondi comuni, 2012 ancora in rialzo per il Diversified Currency

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Biagio Campo di Biagio Campo 9 Gennaio 2013 | 09:00
Dal suo lancio, avvenuto nel 2009, il fondo absolute return sulle valute di Neuberger Berman ha chiuso tutti gli anni in positivo. Nel 2013 attenzione al franco svizzero.

TASSI DI INTERESSE BASSI – I tassi di interesse sono estremamente bassi rispetto alla media storica nelle principali aree valutarie e i risultati ottenuti dal comparto obbligazionario nel corso del 2012 hanno rappresentato un fenomeno difficilmente eguagliabile in futuro, al contrario le correlazioni tra le diverse asset class sono sui massimi storici, in parte a seguito delle iniezioni di liquidità effettuate dalle principali banche centrali. Ne consegue un forte incremento per prodotti alternativi, in grado di generare rendimenti a prescindere dall’andamento del mercato azionario e di quello obbligazionario. In passato la maggior parte dei prodotti ha fallito nel prestigioso obbiettivo di generare risultati absolute return, tuttavia anche sul mercato italiano vi sono alcuni fondi che hanno saputo portare a termine questo difficile compito.

PARLA LANCIONI, DI NEUBERGER BERMAN – Incontro Ugo Lancioni, Head of Currency Management di Neuberger Berman nella sede milanese della società statunitense indipendente di asset management, fondata nel 1939 e controllata dai propri dipendenti, che ad oggi gestisce circa 202 miliardi di dollari, per parlare del fondo Diversified Currency, di cui è portfolio manager.

STRATEGIA ABSOLUTE RETURN SUL MERCATO DEI CAMBI – “E’ più facile adottare una strategia absolute return sul mercato dei cambi, piuttosto che sul mercato azionario ed obbligazionario, per i minori costi di transazione e la maggiore liquidità. Si tratta del più grosso mercato al mondo, con oltre 4 trilioni di dollari di negoziazioni ogni giorno; anche all’apice delle crisi degli ultimi anni il forex ha evidenziato una volatilità decisamente inferiore rispetto alle altre asset class”, spiega Lancioni.

FENOMENI IRRAZIONALI – L’elevata liquidità e la presenza di numerosi operatori, con esigenze tra loro diverse (banche centrali, banche commerciali, investitori privati ed istituzionali, consumatori), non evita la creazione di fenomeni irrazionali anche sul mercato dei cambi, lasciando spazio per la generazione di alpha da parte del gestore.”Il nostro obiettivo non è quello di generare beta, come avviene solitamente dalle posizioni in bond denominati in valute dei paesi emergenti, ma alpha” prosegue Lancioni.

IL FONDO DIVERSIFIED CURRENCY -  – Il Fondo investe circa il 90% del proprio budget di rischio nelle 10 valute più liquide al mondo, mentre la restante è allocata a divise emergenti, principalmente Est Europa, Brasile e Messico. I principali gestori che operano sul mercato forex utilizzano approcci di carry o momentum, il fondo Diversified Currency opta invece per una strategia relative value basata sui fondamentali su tre orizzonti temporali. In quello di breve trovano spazio analisi sul sentiment degli investitori e cambi di politica monetaria da parte delle banche centrali, in quello di medio ci si focalizza sulla dinamica dei tassi e sulla crescita attesa, con l’analisi dei leading indicators (diversi per ogni area valutaria), mentre nell’orizzonte temporale di lungo termine prevalgono considerazioni sulle politiche fiscali e sulla parità del potere di acquisto.

GESTIONE DELLA VOLATILITA’ E CORRELAZIONI – “Ogni gestore deve essere un ottimo risk manager, per gestire nel migliore dei modi le fasi negative del mercato. Noi poniamo particolare attenzione alla gestione della volatilità ed alle correlazioni, non usiamo stop loss su singole valute, ma riduciamo proporzionalmente il rischio complessivo del portafoglio”. Dal suo lancio, avvenuto nel 2009 il Fondo ha ottenuto un guadagno netto del 5,5%. “Storicamente abbiamo utilizzato un budget di rischio inferiore a quello potenziale, riuscendo comunque ad ottenere ottimi rendimenti corretti per il rischio e correlazioni prossime a zero con obbligazioni, azioni, commodities, ma anche strategie hedge”.

FRANCO SVIZZERO DESTINATO A UNA SVALUTAZIONE NEI CONFRONTI DELL’EURO
– “Attualmente tra le principali valute riteniamo che il franco svizzero sia destinato ad una svalutazione nei confronti dell’euro. Per evitare l’apprezzamento della valuta locale e mantenere stabile il cambio contro euro la banca centrale svizzera compra euro e vende chf, tuttavia per mantenere una cerca diversificazione delle proprie riserve valutarie a sua volta vende euro in cambio di altre valute. I tassi di interesse in Svizzera sono vicini allo zero e la disoccupazione è attorno al 3%, per questo è elevato il rischio inflattivo“, conclude Lancioni. “A seconda del beta del singolo portafoglio, riteniamo che una strategia a ritorno assoluto e decorrelata dalle principali asset class, dovrebbe avere un peso pari ad almeno il 5-10% dell’asset allocation per poter offrire benefici di diversificazione“ osserva Marco Avanzo Barbieri, Executive Director per il mercato italiano di Neuberger Berman.

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