Natixis Global AM: cinque errori da evitare quando si investe

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di Diana Bin 5 Ottobre 2015 | 14:08
Una ricerca di Natixis Global Asset Management, condotta su 2.400 promotori e consulenti finanziari tra Asia, Europa, America e Medio Oriente, svela cinque errori tipici in cui incappano i risparmiatori.

CINQUE ERRORI DA EVITARE – Quali sono i cinque errori fatali in cui incappano gli investitori in un contesto di mercato difficile? Lo svela una ricerca di Natixis Global Asset Management, condotta su 2.400 promotori e consulenti finanziari tra Asia, Europa, America e Medio Oriente (150 italiani). Secondo lo studio, le maggiori potenziali minacce per le decisioni di investimento sono: lasciarsi guidare dall’emotività; ragionare su un orizzonte di breve periodo; non dotarsi di un piano finanziario; porsi obiettivi finanziari poco chiari e non rispettare i propri obiettivi. Ma proprio le sfide e le difficoltà che conducono gli investitori a commettere errori “possono trasformarsi in una grande opportunità per il mondo della consulenza finanziaria”, afferma Antonio Bottillo, executive managing director per l’Italia di Natixis Global Asset Management: “I consulenti finanziari sono chiamati ad aiutare gli investitori e a guidarli nella giusta direzione, dimostrando così il valore aggiunto del loro servizio”. In quest’ottica, “l’attività di coaching all’investitore diventa sempre più importante. Il denaro e gli investimenti sono questioni molto legate alla sfera personale ed emotiva degli individui e delle loro famiglie, ed è noto come l’istinto e l’emotività possano portare a decisioni di investimento irrazionali. Dopo 15 anni di alti e bassi”, spiega ancora Bottillo, “non è più sufficiente chiedere ai clienti di rimanere investiti sul lungo periodo.

IL VALORE DELLA CONSULENZA – I consulenti devono aiutare sempre più i clienti ad affrontare e gestire le loro emozioni, cercando di educarli alle fluttuazioni dei mercati e aiutandoli a sviluppare una prospettiva razionale agli investimenti che miri a raggiungere obiettivi ben definiti, piuttosto che rincorrere i mercati”. Una necessità ben compresa dai consulenti italiani, il 94% dei quali dichiara come sia essenziale dimostrare valore al di là della costruzione di portafoglio e dal 96% che conferma come la comprensione degli obiettivi e del profilo di rischio del cliente sia cruciale. Il concetto di rischio continua a essere un elemento centrale delle conversazioni con i clienti, con sette consulenti italiani su 10 (75%) che affermano come i risparmiatori siano più interessati a discutere di rischio rispetto ad anni fa, percentuale questa italiana tra le più alte insieme a quelle registrate in Germania (76%) e Spagna (75%). 

ROBOADVISOR – Quanto al tema dei robo-advisor, il loro avvento sembra essere una preoccupazione meno sentita in Italia rispetto agli altri paesi. Solo per tre consulenti italiani su 10 i modelli automatizzati di consulenza rappresentano infatti una reale minaccia e solamente il 16% (contro il 22% a livello globale) ritiene che i robo-advisor siano il futuro della consulenza finanziaria.

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