Foà (AcomeA Sgr): “Ecco dove trovare rendimenti nel 2018”

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di Redazione 15 Gennaio 2018 | 16:09
Liquidità e rendimento: Emergenti, Paesi Arabi, Grecia e nessun rischio cambio. Queste le aree globali e controcorrente per trovare rendimento nella parte breve termine nel 2018. Botta e risposta con Alberto Foà (AcomeA Sgr) .

Liquidità e rendimento: Emergenti, Paesi Arabi, Grecia e nessun rischio cambio. Queste le aree globali e controcorrente per trovare rendimento nella parte breve termine nel 2018. Botta e risposta con Alberto Foà (AcomeA Sgr) su un tema centrale per il risparmio gestito. “Un punto di vista globale anche per le scadenze più brevi è assolutamente necessario per trovare rendimenti positivi”, afferma il gestore specializzato nella gestione value e contrarian. E mette in guardia: “Attenzione a quello che è percepito a priori come “rischioso”: lo sono molto di più le aree oggi considerate “sicure” ma che presentano rendimenti negativi”.

La ricerca di asset sottovalutati e fuori dal consenso è sempre stata il suo pane. Alberto Foà, presidente e gestore di AcomeA Sgr non ha dubbi. Nel 2018 è possibile ottenere rendimento sulla parte breve della curva, a patto di acquisire un punto di vista globale, anche sulle obbligazioni a breve termine.

Con curve piatte o addirittura negative, esistono ancora fonti di rendimento sul breve termine ?

Certamente, a patto di allontanarsi dal “consenso”, che giudica alcune aree quasi un tabù. L’obiettivo è costruire un portafoglio con una duration flessibile, che tenga conto di un rialzo dei tassi e comunque non superiore ai 36 mesi. I singoli mattoncini sono obbligazioni emesse da governi che, a conti fatti, non sono più rischiosi di quelli dell’area europea.

Alcuni esempi ?

Nei mesi scorsi abbiamo investito sui Bot greci, che presentavano un rendimento del 2%. Anche Turchia, Catalogna e Messico sono estremamente interessanti. E abbiamo cominciato ad accumulare il governativo con scadenza 2021 emesso dal governo saudita.

Si tratta di investimenti che se fatti singolarmente e in divisa locale possono avere un’alta volatilità.

Sono d’accordo, infatti nel nostro fondo dedicato al breve termine approccio questi titoli con un’ottica di diversificazione. Copro completamente il rischio di cambio, anche a costo di sacrificare alcuni punti di rendimento ex ante. Oppure scelgo le emissioni direttamente in divisa euro. Punto sempre a costruire quindi un portafoglio con sorgenti di rendimento differenti tra loro.

Non cita corporate e high yield. Cosa ne pensa ?

Ritengo che ai livelli di prezzo raggiunti negli ultimi mesi non siano più interessanti. Penso che gli high yield europei abbiano attirato emittenti di bassa qualità, che hanno sfruttato la particolare congiuntura dei tassi in Europa per emettere a tassi più vantaggiosi rispetto agli spread storici. Ritengo che le quotazioni raggiunte oggi non offrano una remunerazione adeguata rispetto ai rischi tipici di questa tipologia di asset class.

Per remunerare la liquidità quindi esiste un “pasto gratis”?

Assolutamente no. Il “free risk” è un concetto più teorico che pratico. Là dove il rischio è ben remunerato dal mercato, esiste senz’altro. Tuttavia mi chiedo, ha senso ostinarsi a investire la liquidità con l’unica certezza di avere un rendimento negativo? Il Sistema trabocca di liquidità e le alternative che possono dare rendimento esistono eccome.

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