BlackRock-Varde, braccio di ferro per Carige

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Avatar di Redazione22 marzo 2019 | 11:16

Una gara a due per salvare Carige. Per la società commissariata all’inizio dell’anno e affidata alle cure di Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lener, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, in campo ci sarebbero infatti due cordate di investitori internazionali: una capitanata da BlackRock e assistita da Mediobanca e l’altra guida da Värde Partners con la consulenza della Lazard.

Non sarebbe invece più in campo il fondo Apollo ed appare molto improbabile l’intervento di banche, almeno in questa fase. Obiettivo delle due formazioni è formulare le offerte vincolanti entro il 5 aprile, scadenza che potrebbe essere spostata a metà mese in caso di necessità. Le offerte, riporta il quotidiano, che ancora circolerebbero sotto forma di bozze, riguarderebbero sia l’attività bancaria che il portafoglio di crediti deteriorati (non performing loan e unlikely to pay) da circa 2 miliardi che Carige sta cedendo.

Per quel portafoglio è già arrivata un’offerta da Sga e Credito Fondiario che, pur formulando diverse valutazioni a seconda della tipologia della posizione e del collaterale, prevederebbe un prezzo medio tra il 20 e il 25% del nominale. Un delicato tassello della partita sarà il prezzo che BlackRock e Varde saranno disposti a mettere sul tavolo per quel medesimo portafoglio. La sensazione è che la valutazione possa essere inferiore a quella proposta da Sga, determinando un maggiore fabbisogno patrimoniale e facendo così salire l’asticella dell’aumento di capitale da 630 a oltre 700 milioni.

Entrambe le cordate in ogni caso puntano a coinvolgere la famiglia Malacalza nell’operazione. Gli imprenditori piacentini, oggi azionisti al 27%, non vogliono diluirsi eccessivamente e parrebbero pronti a investire nuove risorse per mantenere una partecipazione tra il 10 e il 20% post aumento di capitale.

Le offerte delle due cordate dovranno tenere conto anche dello Schema Volontario del Fitd (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) che a fine 2018 ha sottoscritto un bond subordinato da 320 milioni.


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