Asset allocation: l’approccio carbon impact per cogliere le opportunità

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di Redazione 10 Dicembre 2020 | 14:35

Di seguito un commento di La Française AM, a cura della credit fund manager Marie Lassegnore, sui vantaggi dell’approccio carbon impact per cogliere le opportunità in quelle aziende che beneficiano del piano Next Generation EU.

La diffusione del Covid-19 ha portato a una crisi sanitaria senza precedenti con conseguenze drammatiche per l’economia. Ciononostante, essa ha avuto anche impatti positivi sull’ambiente nel giro di poco tempo, a partire da un minore inquinamento dell’aria e dei cieli grazie al calo dei livelli di particolato nelle grandi città. Inoltre, durante il lockdown, il consumo di carbone è diminuito significativamente in concomitanza con la riduzione della domanda di elettricità: abbiamo così assistito al maggior declino a livello mondiale nel consumo di carbone sin dalla Seconda Guerra mondiale:

Questo calo nella domanda di energia è senz’altro temporaneo, ma nel frattempo la politica come ha reagito? In questo contesto, i governi e le istituzioni sovranazionali hanno riconosciuto la necessità di lanciare pacchetti di stimolo miranti a supportare l’economia aumentando al tempo stesso l’attenzione sui fattori ambientali.

Next Generation EU

Nel luglio 2020 l’Eurogruppo ha trovato l’accordo sul piano “Next Generation EU”, con un budget di €750 mld per aiutare gli Stati membri a finanziare la ripresa economica del dopo Covid-19. Gli Stati membri hanno deciso di suddividere il piano in €390 mld di aiuti a fondo perduto e €360 mld di prestiti. Queste somme si aggiungeranno al budget dell’Unione per il periodo 2021-2027, e ne porteranno la capacità finanziaria totale a €1850 mld. La nozione di transizione green e digitale è centrale in questo piano, così come la resilienza economica, poiché il 30% del Next Generation EU dev’essere allineato con obiettivi green. Infatti, il Next Generation EU incorpora chiaramente la necessità di essere allineato con il Green Deal (introdotto dalla UE a dicembre 2019), dal momento che la neutralità climatica è una delle quattro priorità stabilite dall’agenda strategica dell’Unione per il quinquennio 2019-2024.

Le nostre strategie Carbon Impact Credit

A La Française, siamo da tempo convinti sostenitori dell’integrazione dei fattori ambientali nella nostra strategia di investimento e di sviluppo del prodotto. Nel contesto attuale, crediamo che il posizionamento delle nostre Strategie Carbon Impact Credit sia particolarmente rilevante.

Bassa esposizione ai settori ad alto rischio

La nostra posizione nei settori più esposti alla crisi da Covid resta molto limitata, proteggendo così i portafogli dal deterioramento del credito di questi e rimanendo così coerente con i profili resilienti e di lungo termine delle nostre strategie:

  • Niente gaming, casinò, ristoranti;
  • La nostra esposizione al settore Oil&Gas è limitata all’1,3% e concentrata sui principali player integrati, nel fondo La Française Obligations Carbon Impact. e sulla per il fondo La Française Carbon Impact 2026 solo per lo 0,10% nella distribuzione del gas naturale.  Poiché quest’anno il settore dell’energia high yield è stato il principale driver dei default societari, questo rimane un posizionamento efficace e performante;
  • La nostra esposizione alle linee aeree è limitata a un’esposizione dello 0,20% al bond Ryanair 2,875% 2025 nel fondo La Française Carbon Impact 2026, con rating S&P BBB ed emesso a settembre, con un rendimento che attualmente è di 1,33% alla scadenza. Ryanair ha una flotta giovane e un’ottima efficienza: ciò le consente di essere piuttosto avanti nella transizione energetica rispetto al suo settore.

Alta esposizione ai settori che beneficiano dei pacchetti di stimolo europei

Un quarto di ciascuna delle nostre strategie carbon impact è esposto a settori che beneficeranno direttamente dei pacchetti di stimoli connessi ai target di riduzione delle emissioni. Queste attività industriali sono la principale fonte di emissioni di gas serra:

Queste aziende devono fronteggiare spese in conto capitale per aggiornare o rinnovare le linee di produzione esistenti e i prodotti finiti. Grazie ai pacchetti e soprattutto al piano Next Generation EU per quanto riguarda l’Europa, saranno in grado di finanziare quei progetti con un minor costo di finanziamento (maggior accesso alla liquidità e ai mercati dei capitali, per rafforzare i bilanci e limitare il rischio di deterioramento del credito e il costo dell’aumento dei finanziamenti). Esamineremo alcune delle posizioni attuali nelle nostre strategie che possono beneficiare direttamente di questi aiuti.

La catena del valore della generazione di elettricità comprende le materie prime usate come combustibile, la produzione vera e propria, la distribuzione e la trasmissione dell’energia. Qui vi sono alcuni esempi di players a cui siamo esposti  e di come i loro sforzi siano cruciali per la transizione energetica, facendo sì che possano beneficiarne direttamente.

Il fondo La Française Carbon Impact 2026 è investito in Enviva Partners, principale produttore mondiale di pellet di legno, che consente ai produttori di elettricità di passare dal carbone alle biomasse riducendo così le emissioni fino all’80%, che beneficerà di un aumento degli ordini dei clienti europei che usano le biomasse, e in Drax, importante produttore di energia nel Regno Unito, quasi interamente convertito alle biomasse ed integrato verticalmente con una fornitura integrata di pellet di legno, primo attore a livello globale a riuscire a catturare le emissioni carboniche nel proprio impianto a biomasse: 1t di Co2 catturata al giorno con l’obiettivo di crescere verso i 16m all’anno.

Il fondo La Française Obligations Carbon Impact è investito in Energias de Portugal,azienda portoghese del settore elettrico con un piano strategico fino al 2022 che destina il 75% del CAPEX globale (circa €9 mld) alle rinnovabili e nell’operatore di rete TenneT, emittente investment grade con rating A/A3 e un sistema di rete sulla via di una completa decarbonizzazione.

Nel settore dei trasporti, il comparto dei veicoli elettrici è uno dei più avanzati: in Europa, ad esempio, le auto per il trasporto dei passeggeri e i furgoni sono responsabili rispettivamente del 12% e del 2,5% delle emissioni totali nell’Ue. Negli ultimi due anni abbiamo visto molte aziende investire massicciamente nelle tecnologie ibrida e full electric. Sinora, questo processo è stato incoraggiato da sussidi nazionali e locali ma soprattutto dalla minaccia di carbon tax imminenti per quei produttori i cui nuovi modelli di auto per passeggeri e furgoni avessero prodotto emissioni di CO2 sopra i livelli target concordati (Regolamento UE 2019/631). Di seguito alcuni esempi di attori posizionati  su questa catena del valore e una spiegazione della loro trasformazione.

Sempre La Française Carbon Impact 2026 ha esposizione in Faurecia, fra i leader nella produzione di componenti per auto, che recentemente si è impegnata a una strategia carbon neutral e che consente alle case produttrici di sviluppare le proprie gamme di veicoli ibridi e interamente elettrici grazie ai suoi prodotti e alla sua tecnologia nell’equipaggiamento leggero dell’abitacolo, oltre che alla tecnologia a celle a combustibile, e in QPark, operatore nei servizi di parcheggio e delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.

Allo stesso tempo La Française Obligations Carbon Impact è investito in Volkswagen, le cui obbligazioni senior rendono ancora a sconto rispetto al mercato investment grade nel complesso a causa della ciclicità del settore. Dopo il dieselgate, Volkswagen è ora uno dei leader nella transizione verso i veicoli elettrici: ha annunciato investimenti per €30 mld nei veicoli elettrici per il periodo 2019-2023, oltre al piano per raggiungere 80 veicoli elettrici entro il 2025 (fra ibridi e 100% elettrici), pari al 40% delle vendite totali entro il 2030.

La crisi da Covid-19 ci ha ricordato la necessità di porre i fattori ambientali al centro del nostro pensiero e del nostro processo decisionale. Le aziende che integrano tali fattori nei loro processi operativi tendono a mostrare maggiore resilienza in tutti gli shock economici e pertanto possono rappresentare opportunità di investimento attraenti.

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