Elliott Management potrebbe favorire passaggio di mano del Milan

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di Luca Spoldi 22 Marzo 2018 | 11:21

Li è nei guai, il Milan passa di mano?

Le disavventure di Yonghong Li, imprenditore cinese che lo scorso anno ha rilevato l’AC Milan e che in questi giorni ha visto il fallimento della Jie Ande, la holding che costituiva il suo asset principale, potrebbero portare ad un nuovo passaggio di mano del club rossonero, con la “benedizione” del fondo hedge Elliott Management che fa capo al finanziere Paul Singer (e che in queste settimane è impegnato in un braccio di ferro con la Vivendi di Vincent Bolloré sulla gestione di Telecom Italia), considerato in buoni rapporti sia con l’ex proprietario dell’AC Milan, Silvio Berlusconi, sia con magnate uzbeko di Gazprom, Alisher Usmanov, molto vicino a Vladimir Putin.

Si muovono la procura e il Milan stesso

Negli scorsi giorni la Procura di Milano avrebbe aperto un fascicolo senza indagati su alcune operazioni sospette relative ai bonifici offshore utilizzati per acquistare il Milan nell’aprile scorso, ma anche prima di questa iniziativa Yonghong Li era apparso avere rilevanti problemi di liquidità. Problemi che hanno destato qualche preoccupazione da parte dello stesso Milan, che con una lettera indirizzata a Rossoneri Sport, la holding con cui Li ha rilevato il club rossonero lo scorso anno, avrebbe richiesto all’imprenditore di procedere entro il 23 marzo (domani) ad un aumento di capitale da circa 10 milioni di euro come parte dei 35 milioni da iniettare entro giugno per far sì che il club abbia la liquidità necessaria alla gestione.

Paul Singer può essere il “king maker”

Li potrebbe così dover accettare l’aiuto di Singer, che si è offerto di finanziare la Rossoneri Sport per altri 35 milioni di euro (che si aggiungerebbero ai 180 milioni già prestati alla stessa holding lussemburghese e ai 123 milioni prestati al Milan), col rischio però di trovarsi di fatto “commissariato” dal fondo americano, come notano alcuni osservatori. In caso contrario, se Li fosse inadempiente potrebbe essere lo stesso fondo Elliott a subentrare, iniettare i 10 milioni necessari al Milan ed attendere l’eventuale successivo default di Rossoneri Sport o premere per un passaggio del controllo da Li a Usmanov, che Paul Singer conosce molto bene condividendo la passione per l’Arsenal.

Usmanov, magnate del gas amico di Putin (e Berlusconi)

Della squadra inglese Usmanov (che ha buoni rapporti anche con Silvio Berlusconi) è socio di minoranza al 30%, avendo più volte tentato di rilevare il rimanente 70% senza alcun successo. Se il clima, gelido, tra Gran Bretagna e Russia dovesse portare ad un suo disinvestimento, il magnate del gas uzbeko potrebbe quindi essere disponibile a fare il suo ingresso nel capitale dell’AC Milan. Il “diavolo” parlerà dunque uzbeko dopo aver dovuto parlare cinese per meno di un anno, pur restando sempre nella cerchia delle amicizie dell’ex patron Silvio Berlusconi?

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