Rivalutate le utility italiane

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di Finanza Operativa 1 Dicembre 2017 | 16:30

A cura di Marzotto Sim
La rarefazione degli indici azionari su massimi pluriennali (in particolare gli indici statunitensi che non riescono nemmeno a consolidare per prendere fiato) consiglia agli investitori più prudenti di preferire nell’ordine liquidità e settori molto stabili da un punto di vista di risultati, dividendi e flussi di cassa.
In tal senso rivalutiamo le utilities italiane (aziende fornitrici di servizi di pubblica utilità) che oltre ad avere dividendi elevati e sostenibili e oneri finanziari sempre più marginali, beneficiano di un upgrade tecnologico che permetterà di incrementare la marginalità a fronte di investimenti stabili se non addirittura in calo.
Riassumiamo i pro delle principali utilities italiane

  • Molte hanno una parte consistente del business in attività regolate
  • Elevato grado di diversificazione in termini di Business Units
  • Dividendi elevati e debito sotto controllo e a basso costo
  • Il petrolio in rialzo permette una più elevata remunerazione degli investimenti
  • L’innovazione tecnologica applicata ai diversi business permette un impatto positivo sui margini
  • Valutazioni ancora “accettabili”, soprattutto se rapportate ai settori più ciclici.
  • Nel caso delle utilities più aperte al libero mercato, dimensioni abbastanza simili, lasciano aperta la possibilità di un consolidamento settoriale

La Value Map che si basa sull’interpolazione di ROE medio atteso nel periodo 2018-2020 e Book Value per share al 2018 stimati da dati I.b.E.S., evidenzia che le utilities tradizionali (nell’ordine Acea, Enel, A2A, Iren) sono ancora sottovalutate rispetto alle società più esposte su attività regolamentate (Terna, Snam, Hera e Ascopiave). In tabella i dati di dividendo e P/E attesi per il campione considerato.
utility
In passato il premio nella valutazione delle aziende regolamentate (in particolare Terna e Snam) era sensibilmente più elevato. Al contrario il miglioramento dei fondamentali delle utilities tradizionali, sia sul fronte del debito che del business, ha recentemente ridotto in maniera sensibile tale differenza.
Se la Value Map indica una sottovalutazione di Acea, Enel, A2A e Iren rispetto al paniere, prenderemmo seriamente in considerazione anche Snam che oltre ad avere un business particolarmente stabile ha anche il rendimento più elevato in termini percentuali.

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