Ciclo economico e borsistico in via di conclusione o in proseguimento?

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di Gianluigi Raimondi 3 Maggio 2019 | 14:30

Il ciclo economico si trova in uno stadio avanzato ma si mantiene molto vitale, soprattutto per quanto riguarda gli Stati Uniti. “La principale preoccupazione – avverte Matteo Ramenghi, Cio di Ubs WM ITaly – è la situazione politica nel mondo occidentale: la polarizzazione della ricchezza ha creato una forte insoddisfazione della classe media spingendo la politica verso ricette diverse, talvolta anacronistiche come i dazi, i confini e la spesa pubblica fine a se stessa”.

“I rischi politici non si esauriranno nel breve termine né in Europa, che vivrà un test importante nelle elezioni di maggio, né negli Stati Uniti, dove il protezionismo inaugurato da Trump raccoglie consensi anche tra gli elettori democratici e non è destinato a interrompersi dopo le elezioni di medio termine che si terranno tra pochi giorni” spiega Ramenghi, che di seguito dettaglia la propria view.

I problemi politici pesano sui mercati

Tuttavia, la performance di medio termine delle borse è guidata soprattutto dai fondamentali delle società e dall’andamento dell’economia che, nonostante tutto, restano molto solidi. Le prime evidenze sulle terze trimestrali dell’anno, pubblicate in questi giorni, sono ampiamente positive. Qualche settore potrà segnare un rallentamento ma, nel complesso, ci si aspettano risultati soddisfacenti e di sostegno per le Borse.

L’esperienza insegna che, in questa fase dei mercati, gli errori più costosi per gli investitori sono rappresentati dal mettersi in liquidità

Soprattutto tenendo in considerazione un’inflazione che è tornata vicina al 2%, e dal prendere eccessivi rischi di controparte, cioè avere posizioni troppo concentrate su singoli emittenti che, in caso di difficoltà, possono portare a significative erosioni dei patrimoni. A mio avviso, in questo momento, la strate-gia da seguire è di mantenere un’esposizione al mercato perseguendo la massima diversificazione e riducendo, quindi, il più possibile le concentrazioni eccessive.

La correzione sui mercati azionari di questi mesi ha portato le Borse su valutazioni ragionevoli, anzi, a sconto rispetto alle medie storiche. Abbiamo un sovrappeso sull’azionario concentrato, in particolare, sull’indice globale per mantenere la massima diversificazione. Vediamo con interesse anche la borsa cinese, dopo il brusco calo, e quella cana-dese, che risentirà positivamente dei rialzi del prezzo del petrolio.

Nel campo obbligazionario, cerchiamo di andare controcorrente per ottenere maggiori rendimenti

Infatti, abbiamo un deciso sovrappeso sui titoli di Stato di Paesi emergenti in valuta forte. Hanno cor-retto pesantemente per via delle difficoltà di Turchia e Argentina e ora presentano rendimenti ben superiori al 6%. Inoltre, abbiamo aperto un sovrappeso sui BTP a due anni. Anche se riteniamo che l’ultima legge di bilancio indebolisca la sostenibilità del debito a lungo termine senza portare a un’acce-lerazione tangibile dell’economia, crediamo che le criticità a corto raggio siano riflesse in modo ecces-sivo nei rendimenti.

Manteniamo invece un deciso sottopeso sui titoli di Stato dei Paesi con rating più elevati, che presen-tano rendimenti inferiori all’inflazione e potrebbero risentire della fine delle immissioni di liquidità da parte della BCE. In conclusione, ci sembra che essere investiti rappresenti, oggi, un’opportunità ma, soprattutto in questa fase del ciclo, occorre favorire la massima diversificazione riducendo i rischi di concentrazione e di controparte.

Asset allocation tattica

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