Rialzi in arrivo

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di Redazione 16 Ottobre 2009 | 07:01
Ci siamo: è venerdì, e tutti oramai guardano alla sera del dì di festa di leopardiana memoria.

 Ultimi sforzi, ultime battute della settimana, poi tutti a riposo fino a lunedì. Continua oggi il rally nei cambi “ad alto beta” (leggi carry trade) e Aussie e Kiwi consolidano i guadagni ottenuti dalla settimana scorsa.

Il tasso di inflazione (CPI) in Nuova Zelanda è infatti uscito a +1,3% rispetto al +0,8% atteso e quindi gli investitori si aspettano una politica monetaria simile a quella australiana.  Rialzi in arrivo dunque. Il governatore Stevens, dal canto suo, non si lascia intimidire dal mercato e continua a rilasciare poche concise parole che implicano probabili ulteriori rialzi nei tassi prima della fine del 2009.

Forse ora sta esagerando, ma i fatti parlano chiaro: Aussie + 8% nelle ultime due settimane. Vogliamo parlare poi della Sterlina contro Usd e Jpy? Ricordiamolo: il dollaro è ancora funding currency quindi buone notizie la fanno scendere e fanno salire i mercati azionari. Oggi alle ore 15.00 esce il report sul Treasury International Capital Flow, una misura della domanda estera per titoli americani. Il dato sarà sicuramente seguito perché può mostrare a livello internazionale se ci sono compratori di dollari, o solo venditori. 

Logicamente, se salgono le valute “ad alto beta” (che sono tipicamente cicliche), anche Il petrolio si impenna. In effetti ieri abbiamo visto quota $78 al barile e mentre scriviamo siamo di nuovo a $77,85; il rialzo settimanale più  grande da 2 mesi a questa parte. In effetti pare che le scorte negli USA, unitamente all’utilizzo delle raffinerie ,  siano in discesa.  Inoltre, la costante debolezza del dollaro aumenta sensibilmente l’attrattiva delle commodities in generale. 

L’analisi tecnica, come di consueto partendo dal più scambiato eurodollaro, si è rivelata molto precisa nell’indicare la resistenza in area 1.4970/80 come fondamentale, per una continuazione del movimento rialzista di fondo. C’è stato un doppio test nella giornata di ieri, il primo addirittura con conseguente ripiegamento immediato verso il grande supporto storico di 1.4840. Continuiamo a considerare questo come il “livello” e come supporto a tutto il movimento indichiamo ancora la zona prossima a 1.4630.

UsdJpy – grafico 60 minuti

Si è rivelata ieri anche molto interessante la situazione in cui si trova il dollaro yen. La resistenza chiave nel breve, 90.30, è stata oltrepassata con uno spunto rialzista di 170 punti che ha condotto i prezzi sino a 91 figura.

Attenzione al superamento di quest’ultimo livello perché il cambio avrebbe strada libera sino al successivo 91.60 (livello di congestione interessante, osservabile grazie ad un grafico a 60 minuti a cavallo fra il 23 ed il 24 settembre scorsi). Il supporto al movimento di ripresa, oltre a 90.30, si trova ora a 89.20.

Non possiamo non parlare della netta ripresa della sterlina, durante tutto l’arco della giornata di ieri. Cominciando dal cable, con la rottura del doppio massimo di 1.6120, abbiamo assistito alla ripresa di quasi 300 punti, con il cambio prossimo alla resistenza di 1.6450, ipotizzabile come lontana solamente qualche ora prima. Un grafico giornaliero suggerire di prestare attenzione al nuovo importante supporto di 1.6120, notando che il cambio ha vissuto una fase di congestione a livelli compresi tra 1.6230 e 1.6280.

Degna di nota la ripresa della sterlina nei confronti dello yen. Da un minimo di ieri a 142.78 abbiamo visto un massimo a 148.70 questa notte! 600 punti e candele di questa ampiezza ci riportano indietro alla volatilità dello scorso luglio. Per il breve attenzione alla resistenza di 150.30 che, secondo le precise percentuali di ritracciamento di Fibonacci, potrebbe condurre ad un deprezzamento del cambio sino al primo supporto di 146.80.

Infine troviamo il cambio EurGbp, dove la decisa discesa di ieri ci ha condotto nei pressi del supporto chiave di 0.9080. Un eventuale superamento spianerebbe la strada alla sterlina per un apprezzamento sino a 0.8930 prima  e 0.8820 poi (rispettivamente il 50 ed il 61.8% di ritracciamento dal minimo di 0.8455 a 0.9410).

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