2010: La ripresa anemica dell’Ovest

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Avatar di Giacomo Berdini 23 Dicembre 2009 | 15:45
L’outlook di Schroders per il prossimo anno parla di una ripresa sbiadita, a fronte di una politica monetaria dei Paesi sviluppati dissoluta. Mentre i mercati emergenti sono sempre più forti.

Non è un quadro limpido quello disegnato dalla società indipendente inglese per i prossimi dodici mesi, influenzato dalle preoccupazioni destate dalla recente debolezza del dollaro, che offre povere prospettive per il futuro. Tanto quanto la moneta americana preoccupa la situazione della Sterlina, che probabilmente resterà sotto pressione a causa delle ansie generate dallo scenario fiscale del Regno Unito.
“IL debito fiscale Americano è un problema difficile da ignorare ed è difficile non sentirsi scettici riguardo le prospettive a lungo termine”, si legge nel rapporto.
Il 2009 è stato un cattivo anno anche per la moneta inglese, che ha fatto il suo peggior scivolone dal 1931, a causa dell’ambiente fiscale e dell’instabilità governativa, oltre che per via dei provvedimenti “sguinzagliati” dalla Banca d’Inghilterra per affrontare la crisi.

Attraverso l’iniezione di capitali senza precedenti, l’abbondante liquidità e tassi d’interesse storicamente bassi, le Banche Centrali dell’occidente e i governi hanno risposto alla crisi finanziaria con un enorme dispiegamento di fuoco.  Tuttavia il recupero del credito rimane un punto difficile da ottenere nel mondo sviluppato e il risultato, secondo Schroders, è che la ripresa ancora debole in queste economie resterà fragile e le autorità saranno costrette a mantenere una politica monetaria sciolta per il prossimo futuro.

Come Nomura ed M&G, anche la società Londinese individua le opportunità d’investimento offerte dai mercati emergenti, le cui valute si stanno rafforzando, sostenendo la ripresa dalla fase di recessione.
Per contrasto, le economie in via di sviluppo stanno diventando sempre più forti, ed emergono dalla crisi meglio plasmate della loro controparte sviluppata. I bassi livelli di debiti interni e obbligazionari, un sistema bancario in salute e una crescente domanda interna stanno sostenendo questa situazione.

 

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