Schmidt (Ethenea): puntare sui beni rifugio, dall’oro ai franchi svizzeri

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di Stefano Fossati 15 Maggio 2020 | 16:30

“Nel difficile contesto attuale, la diversificazione in dollari e franchi svizzeri si è dimostrata premiante per i portafogli. Il franco svizzero continua a essere oggetto di domanda in virtù del suo status di bene rifugio e la banca centrale elvetica riesce solo a fatica a evitarne l’ulteriore apprezzamento sull’euro. Per quanto riguarda il dollaro, i pareri discordanti degli stati europei circa il finanziamento dell’attuale crisi impediscono la risoluzione dei problemi, anche di quelli dei paesi più deboli come l’Italia, il che depone contro la moneta unica e quindi a favore del biglietto verde”. È l’analisi di Volker Schmidt, Senior Portfolio Manager in Ethenea Independent Investors.

In questa fase delicata, le obbligazioni societarie hanno tratto vantaggio soprattutto dai due programmi di acquisto della Bce denominati Cspp e Pepp. Gli omologhi statunitensi dei programmi della Bce sono il Pmccf e il Smccf. Sebbene questi due programmi non siano ancora operativi, è bastata la dichiarazione di intenti con cui la Federal Reserve ha annunciato la volontà di sostenere il mercato immettendo nel sistema fino a 750 miliardi di dollari per rassicurare gli operatori. Le aziende possono ora nuovamente attingere alla liquidità sui mercati finanziari a condizioni favorevoli, riducendo l’utilizzo delle linee di credito in essere. Un ulteriore argomento a favore della performance positiva delle obbligazioni societarie è costituito dai previsti allentamenti delle attuali misure e dalla speranza che si possa tornare al più presto alla consueta normalità, al “business as usual” nella sua accezione più ampia. Non crediamo tuttavia che si assisterà a una normalizzazione generalizzata prima della fine di quest’anno.

Oltre alle obbligazioni societarie, anche i titoli di stato beneficiano chiaramente degli acquisti delle banche centrali. Dal lancio del suo programma di acquisti per l’emergenza, avvenuto in marzo, la Fed ha acquistato Treasury statunitensi per 1300 miliardi di dollari. Nel corso del mese, il rendimento dei Treasury a 10 anni è tuttavia sceso solo leggermente allo 0,6%. A fronte dell’elevata domanda della banca centrale vi è un enorme deficit pubblico da finanziare con emissioni di obbligazioni. “Sebbene molti investitori si chiedano se nel lungo periodo l’indebitamento causerà un netto aumento dell’inflazione, riteniamo più probabile a breve un calo delle pressioni inflazionistiche e forse addirittura una lieve deflazione”, spiega l’esperto di Ethenea.

“Nel nostro portafoglio Ethna-Defensiv puntiamo su obbligazioni societarie con rating elevato (quasi l’80%), oro (oltre l’8%) e strumenti liquidi (il 10%)”, sottolinea Schmidt. “Ci attendiamo che le obbligazioni societarie continuino a essere sostenute dagli acquisti delle banche centrali e dalle speranze di ripresa economica. L’oro manterrà invece il proprio status di bene rifugio”.

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