La pandemia si abbatte (anche) sul real estate: ecco come

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di Stefano Fossati 25 Agosto 2020 | 19:00

Qual è la situazione del real estate europeo e statunitense e quali sono le prospettive per i prossimi mesi? Ecco il quadro che emerge dai dati di Nuveen Real Estate Global Research, così come riportati dal sito Idealista.it.

Europa

Secondo gli esperti di Nuveen, i dati mostrano una ripresa disomogenea dal lockdown. In Germania, Austria, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi la vita socio-economica è tornata quasi alla normalità: le prenotazioni nei ristoranti e l’afflusso di clienti nelle strutture retail sono inferiori del 20% rispetto alla norma, mentre altri Paesi, in particolare il Regno Unito, stanno accusando una ripresa finora più fiacca.

L’Europa meridionale risente invece negativamente della mancanza di turisti, ma l’aspetto positivo è che il numero di accessi alle strutture retail sembra essere tornato vicino a una situazione di normalità.

Secondo il report European Capital Trends Q2 2020 di Real Capital Analytics, il volume degli investimenti nelle transazioni nel real estate commerciale in Europa è sceso nel secondo trimestre del 2020 al livello più basso dal 2014 a livello trimestrale con 50,1 miliardi di euro investiti, in calo del 32% rispetto al secondo trimestre del 2019. Tuttavia alcune importanti operazioni nel periodo, in particolare in Germania, hanno contribuito a sostenere l’attività, diversamente da quanto accaduto in altre regioni del globo. I volumi in Europa hanno retto meglio rispetto ad altri mercati del Nord America e dell’Asia Pacifico.

Stati Uniti

L’andamento del coronavirus determinerà la traiettoria della ripresa negli Stati Uniti, dove il numero di casi è ancora elevato (il 25% del totale dei casi in tutto il mondo).

Secondo il Green Street’s Commercial Property Price Index, i valori aggregati del real estate statunitense sono scesi dell’ 11,2% dall’inizio della pandemia. I valori immobiliari sono scesi ad aprile e maggio, ma si sono mantenuti stabili a giugno e luglio. I valori dei centri commerciali e degli alloggi sono scesi del 25% negli ultimi sei mesi. I valori degli immobili industriali, delle case prefabbricate, degli studi medici e dei centri di biotecnologia hanno perso invece meno del 5,0% durante la pandemia.

Secondo Cbre-EA il numero di uffici vuoti negli Stati Uniti nel secondo trimestre è salito al 13% dal 12,3% del primo trimestre. Nel trimestre c’è stato un assorbimento netto negativo di 21,4 migliaia di piedi quadrati. Il numero di uffici vuoti nel centro delle città è salito di 80 punti base nel secondo trimestre all’11,4% e nelle periferie è salito di 60 punti base al 13,8%.

Venti contrari potrebbero accelerare le procedure di fallimento dei retailer. Tra i principali retailer che finora hanno presentato istanza di fallimento ci sono: Lord & Taylor, Ascena Retail (Lane Bryant, Ann Taylor), Brooks Brothers, J.C. Penney, J. Crew, Neiman Marcus, True Religion, 24 Hour Fitness and Modell’s Sporting Goods.

Nel secondo trimestre, la disponibilità di strutture per lo stoccaggio negli Stati Uniti è aumentata di 10 punti base al 7,9%, secondo Cbre-EA. Nel trimestre c’è stato un assorbimento netto di 18,8 migliaia di piedi quadrati (msf), il livello più basso dal terzo trimestre 2010.

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