Svizzera, ristagna l’export a ottobre

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Avatar di Stefano Fossati 20 Novembre 2020 | 13:30

Il commercio estero svizzero ha registrato un rallentamento durante il mese d’ottobre. Rispetto a settembre, le esportazioni sono scese dello 0,4% a 17,8 miliardi di franchi, mentre le importazioni si sono contratte del 3,3% a 14,9 miliardi. Dopo il crollo dovuto all’esplosione della pandemia, l’export era aumentato sia a luglio che ad agosto, per poi però indebolirsi nel corso del mese di settembre. Lo riporta il sito d’infornazione della radiotelevisione della Svizzera italiana.

Stando a quanto comunicato giovedì dall’Amministrazione federale delle dogane (Afd), la metà dei settori dell’industria dell’export ha subito un rallentamento in ottobre. A pesare maggiormente sulla stagnazione è stata la perdita di terreno dei prodotti chimico-farmaceutici (-2%) e degli strumenti di precisione (-4%).

Continuano invece a crescere le esportazioni di orologi (+4%), del settore macchine ed elettronica (+3%), nonché dei metalli (+2%).

Rallentamento in Asia

L’export elvetico è risultato in diminuzione in America del Nord (-4%) e in Asia (-1%). In particolare, la Cina ha subito un crollo del 28%, mentre Hong Kong e Giappone segnano una tendenza opposta, registrando un aumento rispettivo del 46% e dell’8%. La progressione riguarda anche l’Europa, che segna un +2%, confermando così la progressione dei mesi precedenti.

Per quanto riguarda le importazioni, la flessione subita in ottobre corrisponde quasi esattamente all’aumento registrato in settembre. L’AFD ravvisa quindi una sostanzialmente stagnazione a partire da luglio.

Soffre il settore secondario

La crisi del coronavirus continua a farsi sentire anche sul settore secondario, in perdita di velocità nel terzo trimestre. Il fatturato delle aziende attive nel ramo dell’industria e della costruzione è diminuito del 6,3% su base annua, mentre la produzione è scesa del 4,4%.

Stando ai dati pubblicati giovedì dall’Ufficio federale di statistica svizzero, la produzione della sola industria è diminuita sia in luglio (-6,7% rispetto allo stesso mese del 2019), sia in agosto (-5,6%) e settembre (-3,8%). Complessivamente il trimestre per l’industria si è chiuso con un -5,1%.

Nei prossimi mesi potrebbero inoltre esserci delle ricadute negative sul mondo del lavoro, e si attendono licenziamenti soprattutto tra il personale specializzato e i quadri.

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