Jeff Bezos lascia la carica di Ceo della sua Amazon: ha altri problemi sui cui concentrarsi

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di Stefano Fossati 3 Febbraio 2021 | 15:00

Jeff Bezos non sarà più il Ceo di Amazon, la società da lui fondata nel 1994 per la vendita di libri per corrispondenza e divenuta negli anni il più grande colosso mondiale dell’ecommerce. Lo ha annunciato lo stesso Bezos in una lettera indirizzata ai dipendenti, in occasione della presentazione dei conti trimestrali della società. Alla guida di Amazon, a partire dal prossimo giugno, ci sarà Andy Jassy, già a capo della profittevole divisione Amazon Web Services.

Bezos, dal terzo trimestre, ricoprirà il ruolo di presidente esecutivo del board di Amazon. “Nel ruolo di Exec Chair, intendo concentrare le mie energie e la mia attenzione sui nuovi prodotti e sulle prime iniziative. Andy è ben noto all’interno dell’azienda ed è in Amazon da quasi tutto il tempo. Sarà un leader eccezionale e ha la mia piena fiducia “, ha detto Bezos.

Oggi considerato uno degli uomini più ricchi del mondo, Bezos ha l’indubbio merito di avere portato la sua azienda a una capitalizzazione di mercato di 1,7 trilioni di dollari, grazie anche alla diversificazione del business che, accanto alla popolare piattaforma di ecommerce, vede Amazon attiva nel settore del cloud computing per le aziende, dell’intelligenza artificiale con l’assistente vocale Alexa e dei dispositivi hardware con i noti lettori di ebook Kindle, i tablet Kindle Fire, gli adattatori tv Fire Stick e gli smart speaker Echo.

Tuttavia viene anche spesso criticato per le condizioni di lavoro dei dipendenti nei magazzini Amazon di tutto il mondo. E poi, oltre ad Amazon – di cui concepì l’idea iniziale nei primi anni ’90 quando era vicepresidente dell’hedge fund D. E. Shaw & Co. – oggi Bezos possiede il quotidiano The Washington Post e la società aerospaziale Blue Origin, che finora gli hanno riservato meno soddisfazioni.

Se infatti il Washington Post si è particolarmente distinto per le critiche all’ex presidente Usa Donald Trump, molti commentatori hanno attribuito proprio alla linea politica del giornale il motivo per cui il Dipartimento della Difesa ha preferito Microsoft ad Amazon nell’aggiudicazione del contratto da 10 miliardi di dollari per il cloud computing Jedi del Pentagono.

D’altra parte Blue Origin, nata due anni prima della Space X di Elon Musk, appare decisamente indietro rispetto a quest’ultima nella realizzazione del progetto per la realizzazione di “viaggi turistici spaziali” per (facoltosi) clienti privati. Bezos, che abitualmente trascorre parte dei suoi venerdì e i weekend nello Stato di Washington, presso la sua società aerospaziale – che ha finora finanziato vendendo ogni anno azioni Amazon per un miliardo di dollari – ha scritto nella lettera di “non avere mai avuto più energie” e che lasciare la carica di Ceo di Amazon gli consentirà di focalizzarsi anche su “altre passioni”. E, fra queste, sembra che Blue Origin sia particolarmente bisognosa di attenzioni.

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