Copa America dei mercati, il Cile è una squadra su cui puntare

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Nella sua lotta per difendere il titolo, la notte scorsa il Cile, detentore della Coppa America, ha avuto una battuta d’arresto contro l’Uruguay. Alla luce di questa sconfitta, Alejandro Arevalo, gestore di Jupiter Asset Management specializzato sul debito emergente, esamina l’outlook sia del Paese campione sia del suo sfidante.

Avatar di Redazione25 giugno 2019 | 17:16

A cura di Alejandro Arevalo

Sceso in campo per difendere il proprio titolo di campione del Sud America, il Cile aveva iniziato bene. Tuttavia contro l’Uruguay si è trovato a fronteggiare una squadra forte e una competizione tenace, che ne ha fermato il cammino. Tuttavia, anche se l’Uruguay costituisce un avversario ostico sul campo di gioco, lo stesso non si può dire dal punto di vista degli investimenti: su questo terreno vediamo maggiori opportunità d’investimento nel più vasto Cile.

Cile: un terreno da gioco sicuro in America Latina

In effetti, la crescita del Cile dovrebbe rimanere più forte di quella della maggior parte degli altri Paesi sudamericani – superiore al 2,5% per il 2019 – nonostante la decelerazione della crescita cinese. Il Paese ha una lunga storia di politiche macroeconomiche e fiscali di stampo conservatore, evidenziata da un debito pubblico basso (inferiore al 30% del Pil) e dal fatto che l’inflazione dovrebbe rimanere sotto l’obiettivo del 3% anche nel 2020. Inoltre, i consumi dovrebbero mantenersi sostenuti, in crescita a livelli prossimi a quelli dei tassi del Pil, grazie al sentiment aziendale positivo e allo stato di salute del sistema creditizio.

Il rischio politico è relativamente basso. Eletto nel dicembre 2017, il governo di centro-destra guidato da Sebastian Pinera dovrebbe avere un impatto positivo sulle prospettive di investimento di settori chiave come quello minerario e quello delle costruzioni.

Per quanto riguarda i venti macro sfavorevoli all’economia, il principale argomento da monitorare è l’effetto della riforma fiscale che il governo sta cercando di fare approvare dal Congresso. Il governo ha proposto un programma di modernizzazione e semplificazione dell’attuale sistema di imposte, i cui effetti sono ancora poco chiari.

Non crediamo tuttavia che questa incognita possa avere un impatto particolarmente negativo e ci aspettiamo invece che il mercato dei titoli di Stato cileni rimanga un terreno da gioco sicuro nel contesto dell’America Latina, con le aziende cilene che dovrebbero scegliere di emettere titoli sul mercato locale. In termini di singoli emittenti, segnaliamo Latam Airlines, di cui apprezziamo le valutazioni attraenti in Cile, la forte struttura di capitale e la diversificazione di business in differenti aree geografiche.

Uruguay: opportunità limitate in un mercato di piccole dimensioni 

Per contro, le prospettive di crescita in Uruguay sono più difficili a causa della profonda recessione che ha colpito la vicina Argentina e della scarsa crescita in Brasile. L’Uruguay ha anche recentemente subito uno dei maggiori blackout della regione a causa della connessione con l’Argentina. 

In quest’ottica, la crescita in Uruguay dovrebbe rimanere al di sotto del 2% nel 2019. Guardando al lato positivo, il Paese ha istituzioni forti e un profilo di scadenza del debito favorevole; tuttavia, una quota elevata del debito è denominato in valuta estera (secondo Moody’s, oltre il 50% del debito totale). Inoltre, l’Uruguay ha un’inflazione elevata, vicina all’8% a dicembre 2018, al di sopra del limite superiore della fascia-obiettivo del 3%-7% della banca centrale.

Affinché le prospettive del Paese possano cambiare, è necessario che il debito e l’inflazione vengano tenuti sotto controllo. Le prospettive di risanamento di bilancio – per ridurre il deficit e l’accumulo del debito – dipenderanno in una certa misura dal risultato delle elezioni presidenziali di quest’anno, in ottobre. La riforma delle pensioni è una tappa fondamentale per il risanamento di bilancio e necessaria per la sostenibilità del debito.

Dal punto di vista degli investimenti, in Uruguay non ci sono molte opportunità da cogliere. Date le piccole dimensioni dell’economia (con una popolazione di 3,4 milioni di abitanti e un PIL di 56 miliardi di dollari), le emissioni di obbligazioni societarie sono molto poche e il mercato è limitato.

In definitiva, l’Uruguay si è dimostrato durante il match la squadra più forte, ma fuori dal campo preferiamo rimanere con i campioni. Un tasso di crescita economica relativamente forte, una storia di politiche conservatrici e di emissioni interessanti sul mercato locale fanno del Cile una “squadra” su cui puntare in America Latina, mentre altri, come l’Argentina, cominciano a vacillare.


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