Deflazione favorita dall’invecchiamento della popolazione europea: la view di Ethenea

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di Finanza Operativa 14 Maggio 2015 | 10:30

“Le dinamiche demografiche in atto in Europa, in Giappone e in Cina hanno effetti deflazionistici. Per sconfiggere la deflazione è indispensabile puntare con decisione su riforme strutturali che abbiano come obiettivo l’incremento della produttività e l’ampliamento della forza lavoro”. Sono queste le conclusioni cui è giunto Yves Longchamp, Head of Macroeconomic Research di Ethenea, in un’analisi condotta sulla relazione esistente tra l’invecchiamento della popolazione e la deflazione.
“Nell’Europa occidentale si prevede che la popolazione in età lavorativa diminuirà dell’11% entro il 2050, a fronte del ristagno della popolazione complessiva. In Germania, dove la popolazione in età lavorativa ha registrato un picco nel 2003, il calo stimato delle persone di età compresa tra i 14 e i 65 anni si attesta al 22% nel medesimo periodo, in linea con una flessione della popolazione totale di circa il 9%. Il paese in cui l’invecchiamento è in uno stadio più avanzato è il Giappone: dal 1990 a oggi la popolazione attiva nipponica è diminuita del 9% ed entro il 2050 scenderà ancora di un terzo”, spiega Longchamp che, pur ricordando come vi siano ancora diverse regioni con popolazioni giovani e in crescita, come l’India e l’Africa, ritiene che, al momento, la ricchezza sotto forma di attività finanziarie e di investimenti resti concentrata in società senescenti e con forze lavoro in diminuzione.
Esiste una correlazione positiva tra l’inflazione e la crescita della popolazione in un campione di economie sviluppate ed emergenti. Emerge infatti una correlazione positiva con la popolazione in età lavorativa, mentre la variazione della quota della popolazione di età superiore a 65 anni ha una correlazione negativa con l’inflazione. Queste correlazioni dimostrano che le dinamiche demografiche delle economie sviluppate non solo hanno aiutato le banche centrali a mantenere bassa l’inflazione, ma possono anche minarne gli sforzi per mantenerla sopra lo zero nel lungo periodo.
“In diversi paesi dell’OCSE, vi sono due tendenze che stanno modificando la struttura demografica con il passaggio verso un invecchiamento della popolazione: innanzitutto, si vive più a lungo e, in secondo luogo, i tassi di fertilità scendono. Nel complesso, la popolazione in età lavorativa deve risparmiare una quota maggiore del proprio reddito da lavoro per la pensione, disponendo quindi di meno denaro per i consumi attuali. Con un numero maggiore di anziani a carico dei sistemi di welfare, le imposte saranno più elevate, con un’ulteriore riduzione dei consumi attuali.”

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