Focus sull’Asia di Investec

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di Finanza Operativa 29 Ottobre 2015 | 15:30

Di Wilfred Wee, portfolio manager Emerging Market Debt di Investec Asset Management
A nostro parere l’Asia continua ad avere alcuni dei fondamentali economici migliori, dinamiche di crescita relativamente maggiori, risparmi più alti, inflazione più bassa e debito pubblico inferiore. Abbiamo quindi voluto fare un focus sui singoli Paesi di questo continente.
Cina. I dati economici pubblicati a settembre hanno confermato il suo trend al ribasso, nonostante il mercato rimanga molto più concentrato sui prossimi movimenti dei policy makers, i quali proveranno a stabilizzare la crescita economica, i flussi di capitali e la valuta.  Un pesante intervento sul mercato valutario e una politica più restrittiva sulle fughe di capitale permetteranno di gestire gli ultimi due punti, mentre una politica espansiva sulle restrizioni al pagamento anticipato dei mutui, i tassi di interesse e un maggiore affidamento agli investimenti in infrastrutture attraverso un alleggerimento fiscale cercano di affrontare il primo. Teniamo una posizione corta sulla valuta con la bilancia dei pagamenti che rimane in deficit, mentre stiamo corti sull’esposizione alla duration della valuta locale, con l’intervento sul mercato valutario che continua a mettere pressione all’aumento dei tassi di interesse interbancari.
India. La Banca Centrale ha sorpreso i mercati tagliando i tassi di interesse di 50 punti base in settembre, mentre il mercato si aspettava principalmente un taglio di 25 punti base. La decisione della Fed di rimanere in attesa questo mese ha dato alla Banca Centrale l’opportunità di un forte taglio del tasso di interesse, quindi non ci aspettiamo tagli ulteriori fino a quando la Banca Centrale rimarrà fiduciosa di raggiungere l’obiettivo d’ inflazione del 5% a inizio 2017. Rimaniamo positivi sull’India strutturalmente e aumentiamo la nostra posizione overweight sulla valuta. Siamo stati corti sulla duration della valuta locale, con le pressioni inflazionistiche orientate al rialzo, e capacità di manovra limitato per un  taglio dei tassi da parte della  Banca Centrale.
Corea del Sud. I dati interni sono migliorati moderatamente.  Crediamo che la Banca Centrale resterà in sospeso questo mese dato questo miglioramento e terrà un occhio sulle vicende estere, vale a dire la Cina e qualsiasi cambiamento nella politica della Banca del Giappone di fine ottobre.  Continuiamo a sottopesare il won coreano dal momento che riteniamo che i policy makers continueranno a favorire un won debole per aiutare le esportazioni mentre la domanda interna rimarrà fiacca.
Taiwan. I dati economici di Taiwan rimangono molto deboli, con una flessione media delle esportazioni pari a -13,8% nel terzo trimestre (-9,8% nel secondo) mentre la crescita della produzione industriale in agosto è stata la più lenta dal febbraio 2013. Questo accresce il rischio che Taiwan sia caduto in una recessione tecnica. La banca centrale ha tagliato i tassi di conseguenza, e si tratta del primo taglio dalla crisi finanziaria globale.  Come per la Corea, ci aspettiamo che i politici taiwanesi adottino una politica atta ad indebolire la valuta al fine di stimolare le esportazioni, perciò il nostro approccio a tale valuta rimane corto.
Indonesia. La crescita interna continua a contenere e ridurre la domanda di importazioni molto più che la caduta delle esportazioni, risultando d’aiuto alla bilancia commerciale nel suo complesso. L’inflazione rimane elevata, ma ci si attende che smetta di crescere entro la fine dell’anno grazie agli effetti del rialzo dei prezzi del carburante dello scorso anno. La banca di Indonesia ha tenuto i tassi in sospeso dato che punta alla stabilità della moneta. E’ stata introdotta una manovra di stimolo fiscale comprendente tagli alle tasse per le maggiori industrie, mentre i progetti sulle infrastrutture chiave sembrano decollare lentamente. Sul fronte politico, il partito PAN ha ufficialmente cambiato alleanza unendosi alla coalizione del Presidente Jokowi, assicurandogli la maggioranza alla camera bassa. Continuiamo a sovrappesare la valuta e gli hard currency bonds, e vediamo le obbligazioni locali rafforzarsi nel lungo termine.
Malesia. Continuiamo a essere cauti sulla Malesia a causa dei bassi prezzi delle commodity e delle pressioni sui flussi di capitali che si riflettono nel declino delle riserve internazionali e nella diminuzione del possesso di titoli di stato esteri. La situazione politica sembra essersi stabilizzata con la riorganizzazione del gabinetto del Primo Ministro Najib Razak e il messaggio di pace della manifestazione di Bersih, ma il sentiment interno rimane incerto. Dato che il ringgit malese si è indebolito, abbiamo tratto profitto da una parte del nostro underweight sulla valuta. Abbiamo mantenuto il nostro underweight sulle obbligazioni dal momento che pensiamo che i guadagni potrebbero essere sotto pressione, e restiamo in una posizione underweight sul lato hard currency a causa di valutazioni troppo care.
Filippine. La crescita, sebbene si stia facendo contenuta, continua a esserci. I pagamenti continuano a crescere fortemente, e ci aspettiamo che la posizione nella bilancia dei pagamenti rimanga forte. I livelli delle riserve estere sono state molto stabili, suggerendo pressioni limitate ai deflussi di capitali. L’inflazione continua a scendere dati i bassi prezzi del petrolio, e la banca centrale sembra a proprio agio con la sua posizione. Continuiamo a essere overweight sulla valuta. Inoltre, rimaniamo underweight sulla hard currency a causa delle alte valutazioni relative.
Singapore. L’inflazione rimane molto bassa mentre gli indicatori di crescita come la produzione industriale e le PMI hanno sorpreso al ribasso. L’aggiustamento sul mercato Real Estate continua a pesare sul sentiment interno. La valuta sta scambiando verso il lato debole della sua banda e pensiamo ciò possa continuare e rimaniamo underweight mentre c’è una pari possibilità che la MAS torni più accomodante quando si riunirà a metà ottobre. Le obbligazioni si sono deprezzate relativamente ai titoli del tesoro americano insieme alla debolezza sulla valuta.
Thailandia. Il turismo rimane l’elemento positivo dell’economia thailandese, perciò l’attentato di Erawan Shrine è stato un episodio negativo. La spesa in investimenti del governo sta iniziando a mostrare segnali di crescita ma rimane ancora debole nel complesso. Un piccolo pacchetto di stimolo diretto a sostenere i consumi nelle aree rurali è stato recentemente annunciato e ci si aspetta che determini un aumento della crescita pari a circa lo 0,4%, mentre la siccità che ha minacciato la produzione del riso e la crescita sembra sia passata e il suo impatto sia stato abbastanza limitato. Ci attendiamo che la banca centrale si mostri accomodante e continui la sua predisposizione a un baht più debole per stimolare l’economia. Restiamo underweight sulla valuta e siamo neutrali sulle obbligazioni locali.

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