JP Morgan: portafogli obbligazionari, è ora di una svolta difensiva

A
A
A
di Stefano Fossati 26 Settembre 2019 | 10:00

A cura del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management

Alla nostra ultima riunione strategica trimestrale abbiamo concluso che nel corso dei prossimi mesi le probabilità di una crescita inferiore al tendenziale e di una recessione (scontata dai prezzi di mercato) sono simili. La questione determinante è la situazione del commercio internazionale. Sebbene ultimamente le tensioni tra Stati Uniti e Cina si siano allentate, i dazi già imposti e la minaccia di altri in futuro hanno provocato un rallentamento dell’attività economica in tutto il mondo. A fronte di dati cinesi particolarmente deboli, gli osservatori di mercato hanno rivisto al ribasso le aspettative di crescita del Pil cinese, sotto al 6%. I dati statunitensi (ad esempio sulla fiducia dei consumatori e sulle vendite al dettaglio) sono stati leggermente più incoraggianti, ma le economie sviluppate risentono chiaramente degli effetti della guerra commerciale e il calo dell’attività manifatturiera si ripercuote sull’economia più in generale. Le banche centrali stanno facendo il possibile per reagire alla situazione e il 18 settembre la Federal Reserve (la Fed) ha tagliato per la seconda volta i tassi d’interesse nel corso di quest’anno. Tuttavia, la capacità delle banche centrali di evitare una recessione è limitata. Mentre la Fed ha un arsenale monetario relativamente ampio, la Banca Centrale Europea ha spazi di manovra limitata dal fatto che il tasso di deposito è già ampiamente in territorio negativo. Poiché non sono ancora state introdotte misure di stimolo fiscale, potrebbe essere prudente per gli investitori ridurre l’esposizione al rischio.

Valutazioni quantitative

Gli ultimi movimenti dei mercati offrono l’opportunità di ridurre l’esposizione al rischio. I rendimenti dei titoli di Stato core hanno segnato un notevole rialzo e da inizio mese il Treasury decennale ha guadagnato quasi 30 punti base, attestandosi attorno all’1,8% dopo aver perso oltre 50 punti base ad agosto. Il rialzo di agosto era stato eccessivo, anche per via delle notizie geopolitiche e dei fattori stagionali che da allora si sono in parte attenuati. Tuttavia, la direzione generale dei tassi nei prossimi mesi sarà probabilmente negativa e pertanto i livelli attuali potrebbero rappresentare un punto d’ingresso interessante per inserire in portafoglio obbligazioni governative a lunga scadenza. Inoltre, vista la recente sovraperformance degli attivi più rischiosi potrebbe essere il momento buono per ridurre l’esposizione. Le valutazioni globali dei titoli High Yield appaiono meno interessanti, dopo il 15 agosto gli spread sono scesi di oltre 60 punti base a meno di 100 punti base sopra i minimi segnati nel dopo crisi, nonostante il contesto fondamentale non sia nettamente migliorato.

Fattori tecnici

I rendimenti positivi generati quest’anno dai mercati del reddito fisso sono stati trainati in gran parte da fattori tecnici, non dai fondamentali. La domanda di attivi di qualità elevata si mantiene solida e questo mese gli investitori assorbono un forte aumento dell’offerta di obbligazioni societarie Investment Grade, che ha già raggiunto il livello totale dell’intero settembre 2018. In Europa è probabile che nei prossimi mesi le obbligazioni societarie di alta qualità beneficino della ripresa del programma di acquisto della Bce, che si prevede acquisterà da 3 a 4 miliardi di euro di obbligazioni al mese per un periodo imprecisato. Visto il recente aumento dei tassi dei Treasury, anche i fattori tecnici dovrebbero sostenere la duration dei titoli di Stato e gli indicatori di momentum segnalano infatti che ultimamente i Treasury potrebbero essere eccessivamente venduti.

Che cosa significa per gli investitori obbligazionari?

In assenza di un’inversione di tendenza dei dazi doganali e di un sensibile miglioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina, la crescita globale continuerà molto probabilmente a perdere colpi. Viste le politiche accomodanti delle banche centrali, la sete di rendimenti potrebbe continuare a sostenere la performance degli attivi più rischiosi, ma i rischi aumentano e le valutazioni sono poco convenienti. Poiché riteniamo che i tassi dei titoli core scenderanno ancora a fronte della costante ricerca di rendimenti di qualità elevata da parte degli investitori, gli ultimi movimenti dei mercati potrebbero rappresentare una buona opportunità per modificare in modo più difensivo i portafogli.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti