Asset allocation: quando le batterie danno la carica ai portafogli

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di Redazione 23 Giugno 2021 | 14:02

Nel 2020 i veicoli elettrici (EV) venduti in tutto il mondo sono stati oltre 3,1 milioni, la maggior parte dei quali nei Paesi europei. Le vendite totali di EV sono cresciute del 40,9% in un anno e sono arrivate a rappresentare il 4,2% delle auto vendute nel 2020 (nel 2019 erano il 2,6%). Oltre il 45% delle auto elettriche sono state vendute in Europa, seguita dalla Cina e dagli Stati Uniti.

I progressi nella capacità di stoccaggio dell’energia, nei cicli di carica e nella sicurezza, insieme a una generale riduzione del peso e dei costi, hanno facilitato e accelerato l’adozione di EV alimentati da batterie.

Secondo le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, i prezzi medi delle batterie al litio, ponderati per le vendite, sono scesi dell’87% tra il 2010 e il 2019 e ci aspettiamo che questo trend continuerà ancora, portando il prezzo di queste ultime a 100 dollari al chilowatt-ora entro il 2023, man mano che i player di mercato inizieranno a beneficiare degli effetti delle economie di scala. È stato stimato dalla European Association of Electrical Contractors che il settore degli EV potrebbe creare due volte il numero dei posti di lavoro rispetto a quelli che sono andati persi con la fine dell’era dei veicoli alimentati da motori a combustione interna“. Ad affermarlo è Aanand Venkatramanan, Head of ETF Investment Strategies di Legal & General Investment Management (LGIM), che di seguito dettaglia la propria visione.

Oltre ai veicoli elettrici, anche le applicazioni delle griglie per lo stoccaggio dell’energia sono state un driver fondamentale per la crescita del mercato delle batterie. La capacità di stoccaggio di queste dovrebbe aumentare del 25% su base annua per i prossimi 10 anni.

La crescita a doppia cifra del mercato ha comportato anche un rapido incremento dell’interesse degli investitori verso questa tematica; ma qual è il modo giusto per crearsi una posizione? È importante privilegiare quelle imprese che possiedono tecnologie per le batterie applicabili e dalla comprovata efficacia, e non prediligere semplicemente chi fa uso di batterie o i fornitori di servizi secondari.

La value chain dei veicoli elettrici è composta da svariati segmenti, che vanno dalle batterie alle stazioni per la ricarica, dai sistemi di guida ai componenti, ad hardware elettronici e altro ancora, ma alcuni di questi potrebbero non essere tanto disruptive o innovativi quanto la tecnologia delle batterie. Alcuni potrebbero semplicemente adattare le soluzioni e/o le componenti attualmente esistenti alla domanda di veicoli elettrici, ne sono un esempio alcuni accessori e sistemi di infotainment che possono essere usati per tutti i veicoli, sia elettrici che non; pertanto è importante dividere i player essenziali da quelli non essenziali; i fornitori core dai fornitori non core e gli abilitatori dagli utilizzatori.

Le batterie sono la componente più importante e più costosa di un’auto elettrica, rappresentando tra il 25% e il 40% del costo totale del veicolo. Dal nostro punto di vista, la tecnologia delle batterie è uno dei pochi segmenti della value chain dei veicoli elettrici che presenta ancora alte barriere all’ingresso ed è relativamente meno soggetta a grandi cambiamenti nel panorama competitivo, poiché i cicli di ricerca e sviluppo sulla chimica delle batterie possono richiedere molto tempo. In secondo luogo, è importante identificare i leader di mercato che possiedono tecnologie nuove, innovative e disruptive, che sono essenziali per la crescita del mercato. Infine, le società che sono più addentro e/o attive in questa tematica dovrebbero essere separate da quelle che forniscono semplicemente servizi secondari o complementari.

A dimostrazione di questo, si consideri la Cina. In Cina ci sono oltre 400 imprese manifatturiere attive nel settore degli EV e un ecosistema altrettanto grande, se non di più, di produttori di parti di auto e altri componenti. Tuttavia, la maggior parte di questi fa affidamento su un pool molto ristretto di produttori per acquistare le batterie.

Fuori dalla Cina la situazione non è molto diversa: secondo i dati sullo stoccaggio di energia di Clean Horizon, che mappano i progetti sulle griglie di stoccaggio in tutto il mondo, le imprese che possiedono una tecnologia efficace per le batterie, dotate anche di un impianto di conservazione dell’energia, sono circa una settantina. Similmente, GlobalData afferma che le grandi fabbriche che producono batterie agli ioni di litio in tutto il mondo sono circa 115.

Questo significa che, nel breve-medio termine, la maggior parte della domanda potrebbe essere soddisfatta da una manciata di produttori dotati di una tecnologia all’avanguardia, indipendentemente dall’area geografica in cui la domanda è effettivamente localizzata.

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