Mercati: la pandemia non spaventa i mercati

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di Redazione 23 Settembre 2021 | 16:02

“Con la fine dell’estate, appare chiaro che la variante Delta e le nuove ondate epidemiche non hanno ostacolato l’avanzata dei mercati azionari. Se da un lato queste performance si spiegano ancora con le misure eccezionali di sostegno finanziario e monetario messe in atto, dall’altro anche la pubblicazione degli utili aziendali del secondo trimestre ha contribuito in maniera significativa a questi risultati”. Parola di Olivier De Berranger, Chief Investment Officer de La Financiere de l’Echiquier, che di seguito illustra nel dettaglio la view.

In Europa, due terzi delle imprese hanno infatti pubblicato dati sul fatturato e risultati superiori alle aspettative. Aspettative che per di più erano state sistematicamente riviste al rialzo da inizio anno. In una sequenza poco usuale, la comunità degli analisti da gennaio aveva progressivamente aumentato del 50% il consensus dei risultati del trimestre. Tanto che la performance trimestrale dello Stoxx 600 è lievitata di quasi il 190% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, che però aveva registrato risultati estremamente modesti. L’aumento è invece di “appena” l’8% rispetto allo stesso trimestre 2019. Battere le aspettative si conferma sempre un potente motore borsistico.

Stessa scena negli Stati Uniti, dove l’S&P 500 ha riportato una crescita di oltre il 90%, con tutte le società dell’indice che hanno messo a segno un balzo del 27% degli utili nel secondo trimestre rispetto al secondo trimestre 2019. Composto in larga parte da titoli tecnologici, con le GAFAM esentate dalla crisi nel 2020, l’indice americano non ha rivali in termini di aumento della redditività. Basti notare che dal 2007 i risultati sono cresciuti di 2,5 volte mentre l’Europa dovrebbe riuscire a ritrovare questo livello solo quest’anno.

Inutile dire che con le valutazioni costose dei mercati, la pubblicazione degli utili sarà un fattore importante anche nel secondo semestre. Sarà impossibile confermare il ritmo di crescita del secondo trimestre e i passi falsi saranno di certo sanzionati severamente.

Ora che la Banca centrale statunitense comincia a pensare a una strategia di tapering per l’abbandono progressivo della sua politica non convenzionale, il termine “inflazione” è risuonato praticamente in tutti i commenti dei dirigenti d’azienda durante le conferenze di presentazione dei risultati, tanto che si è registrato il record storico del numero di citazioni del termine . Seguono i timori sulle catene di approvvigionamento e la penuria di lavoratori qualificati.

Saper anticipare la crescita degli utili è quindi fondamentale in questa seconda parte dell’anno. Le imprese e la loro capacità di adeguare i prezzi sono, contrariamente ai titoli di Stato, ottimi vettori di protezione contro un’inflazione che tanto transitoria sembra non essere.

Dopo i vari movimenti di mercato all’insegna degli indici, dei settori o dello stile, ogni impresa dovrà essere in grado di giustificare la propria valutazione con i risultati. Saperle selezionare correttamente sarà, come spesso accade, il modo migliore per proteggersi in un contesto economico e sanitario che si annuncia più volatile.

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