Borse: è il panico, bruciati miliardi di euro

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di Marco Mairate 29 Settembre 2008 | 16:20
Crollano le Borse Europee. Crolla Milano (-5%), Parigi (-5,04%), Francoforte (-3,88%), Amsterdam (-8,75%). Si piegano i listini negli Stati Uniti, perdono i titoli della tecnologia (-5,47%). Nulla ormai sembra più fermare la valanga che sta travolgendo i listini finanziari.

La sensazione è che la crisi del credito, finora confinata tra le mura di Wall Street, stia facendo il suo ingresso in Europa. Una seconda sensazione è che la sbandierata solidità del sistema bancario/finanziario europeo non sia poi così solida come si pensava qualche mese fa.

Difficile muovere critiche ai salvataggi da miliardi di dollari della Fed e Tesoro statunitensi, soprattutto dopo che i governi di Olanda, Belgio e Lussemburgo sono intervenuti d’urgenza per salvare dal fallimento con una nazionalizzazione il colosso dei servizi finanziari Fortis.

Ma anche l’Inghilterra patria dell’economia di mercato cerca di arginare le perdite contenendo i gruppi più deboli come Bradford & Bingley.

Nemmeno la Germania, considerata l’economia più virtuosa in Europa, può lasciare fallire Hypo Real Estate, secondo operatore di prestiti del paese, e si vede costretta a fornire garanzie e fondi per 35 miliardi di euro.

Dei 554 miliardi di dollari di svalutazioni che ha colpito il sistema bancario mondiale, il 42% spetta all’Europa e ad un sistema capace di raggiungere un rapporto mezzi propri/totale attività di 35 volte contro il 20 dei compagni statunitensi.

Negli Stati Uniti, Wachovia, sesta banca del paese, implode nel weekend e si ‘vende’ a Citigroup per pochi centesimi (oltre a miliardi di dollari di perdite).

In Italia? La crisi non risparmia nessuno, tanto meno il colosso Unicredito. La mega banca frutto di una campagna acquisti che ha toccato Germania, Austria, Europa dell’est, sta vivendo momenti di passione. Il titolo scende verso minimi che nessuno voleva vedere. I CDS sul debito del gruppo continuano a salire, facendo tornare in mente uno schema tipico dei maggiori fallimenti degli ultimi mesi.

Un primo aiuto a questo flagello potrebbe arrivare stasera, alle 19.00, quando il Congresso Usa voterà sul piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari, orchestrato da Tesoro e Federal Reserve.

Se anche questo ultimo baluardo dovesse cedere, dietro il nulla. Un terreno inesplorato che nessuna statistica di Borsa riesce ad anticipare o delineare. Un territorio dove più che mai la liquidità è scarsa come l’ossigeno nello spazio. Un terreno dove il panico e il disordine potrebbero portare a conseguenze difficili da immaginare.

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