Borse: il rimbalzo non c'è, indici ancora giù

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di Marco Mairate 7 Ottobre 2008 | 15:45
Il giorno dopo il crollo delle borse mondiali, i listini mancano il rimbalzo tecnico e tornano a scendere. Nonostante le diverse iniziative economiche di Europa e Stati Uniti, il settore bancario continua ad essere sotto stress e diversi istituti inglesi vanno al tappeto. Milano ancora la piazza peggiore (-1,01%) schiacciata dalla presenza dei bancari nei principali indici di Borsa.

Crollano le banche inglesi

Un altro giornata di passione nel settore bancario europeo. A pesare su un clima già compromesso, i crolli di Royal Bank of Scotland e Barclays sulle voci di colloqui con il governo per ricevere fondi. Il portavoce della banca inglese, Barclays, ha detto che il gruppo “non ha categoricamente” richiesto fondi al governo.

Per quanto riguarda Royal Bank of Scotland, invece, pesano le voci (smentite) di una richiesta di fondi al Governo britannico. I rumors su un possibile aiuto governativo a favore di Rbs, sembrano inoltre confermati dal mercato dei titoli Cds: il titolo senior a 5 anni sulla banca segna infatti un calo di 30 bps a 270 punti. Questo significa che gli investitori devono pagare 270.000 e 230.000 euro per assicurare 10 milioni di debito contro il rischio di default.

Le banche coinvolte nella tempesta (Anche Llyods TSB sarebbe del gruppo), si stima, potrebbero avere bisogno (ciascuna) di circa 15 miliardi di sterline di mezzi freschi: 7,5 miliardi subito e ulteriori 7,5 miliardi garantiti dal Tesoro (se necessari). L’ipotesi più pessimistica è che il sistema bancario inglese necessiti di circa 70 miliardi di euro di mezzi freschi per affrontare la crisi. Sempre secondo la stampa britannica, il Governo di Brown starebbe valutando la possibilità di finanziarie gli istituti in cambio di una  partecipazione azionaria.

UniCredit ancora sotto pressione: raffica di downgrade

Non migliora il sentiment intorno al Gruppo guidato da Alessandro Profumo. Dopo una partenza a razzo, il titolo è passato in territorio negativo per chiudere con una flessione del 3,57% a 2,81 euro.

Oggi la società di rating Moody’s ha abbassato i rating sui depositi a lungo termine e sul debito senior a “Aa3” da “Aa2”, mentre quelli sulla solidità finanziaria sono passati a “C+” da “B-“. L’outlook sulla solidità finanziaria di Piazza Cordusio resta negativo mentre quello su depositi e debito è stabile in quanto l’agenzia ritiene ci sia un’elevata probabilità di supporto sistemico. L’agenzia, nella nota a margine del nuovo giudizio, spiega che il deterioramento della redditività nel 2008 e i problemi della divisione investment banking, pesano sul giudizio.

Anche le principali società di brokeraggio si scagliano sul titolo dopo la presentazione del piano da 6,6 miliardi di euro. Citigroup, Oddo, Dresdner, ING, Natixis, hanno tutte ridotto prezzo obiettivo e giudizio sul gruppo UniCredit. Tra gli altri istituti crolla Banca Popolare di Milano, che chiude la seduta sospesa al ribasso (4,755 euro -12,96%). Recupera posizoni Intesa Sanpalo (+1,3%) dopo la debacle di ieri.

Conti Correnti ‘garantiti’ per tutti

Migliorano le garanzie per i correntisti della UE.  I Ministri delle Finanze europei riuniti oggi all’Ecofin hanno trovato un accordo per innalzare la soglia di garanzia dei depositi ad almeno 50.000 euro, che in determinati casi salgono a 100.000 euro. Ad annunciarlo,  il Ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, che ha la presidenza Ue nel semestre in corso.

Nel frattempo si viene a scoprire il funzionamento del cosiddetto fondo di garanzia sui depositi bancari italiani. L’attuale garanzia (103.000 euro) in caso di fallimento della banca, funziona in questo modo: entro un mese dal default la liquidazione di 20.000 euro mentre la parte che resta verrà distribuito (in forma rateizzata) secondo modi e tempi del curatore fallimentare.

Federal Reserve e Fondo Monetario

La Federal Reserve ha annunciato di voler comprare a mani basse “commercial paper”, un meccanismo di finanziamento di breve termine che migliaia di aziende utilizzano per l’operatività quotidiana, come pagare i fornitori o gli stipendi.

Nel frattempo, il Fondo monetario internazionale ha aumentato oggi le sue stime sulle perdite globali causate dalla crisi finanziaria a 1.400 miliardi di dollari e ha avvertito che la crisi economica mondiale si va infittendo.
“Le perdite dichiarate sui prestiti e cartolarizzazioni Usa cresceranno intorno a 1.400 miliardi di dollari”, riporta un comunicato del FMI.

Le stime precedente ammontavano a 945 miliardi stimati in aprile e leggermente superiore a quella di 1.300 miliardi del mese scorso. Per quanto riguarda il settore bancario, i principali istituti avranno bisogno di circa 675 miliardi di dollari di capitali nei prossimi anni

Wall Street: Bank of America taglia il dividendo

Listini in discesa alla Borsa di Wall Street: DJIA (-0,28%) e Nasdaq100 (-0,64%). Tra i peggiori, brusca discesa per Bank of America. L’istituto di credito a stelle strisce ha chiuso il terzo trimestre 2008 con utili in calo del 68% a quota 1,18 miliardi di dollari, rispetto ai 3,4 miliardi del trimestre precedente, registrando un risultato per azione di 0,15 dollari rispetto ai 62 cent attesi dal mercato. Mentre, il fatturato è salito del 21% a 19,9 miliardi, deludendo anche in questo caso le stime fissate a 20,9 miliardi.

Il presidente, Kenneth Lewis, ha fatto sapere che dimezzerà il dividendo da 0,64 a 0,32 dollari per azione, annunciando allo stesso tempo un aumento di capitale attraverso la vendita di 10 miliardi di azioni.

Dollaro e petrolio

Prende respiro la valuta unica. Dopo il pesante ribasso di ieri (arrivato a quotare 1,34 sul dollaro), la valuta unica torna a crescere rispetto al biglietto verde. Alle 17.45, l’euro veniva scambiato a 1,3615 sul dollaro statunitense. Riprende a crescere anche il prezzo del greggio che al Nymex di New York scambia intorno ai 90,18 dollari al barile (Crude Oil).

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