Niente tasse per chi investe in startup?

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Luigi Dell'Olio di Luigi Dell'Olio13 luglio 2018 | 07:38

Non fosse per l’autorevolezza della fonte, finirebbe in archivio come una delle tante proposte che quotidianamente girano sul mercato. E invece Leone Pattofatto, chief strategic equity officer di Cassa Depositi e Prestiti, in occasione di ‘EY Manufacturing Lab, ha indicato la necessità di una ricetta shock per sostenere l’innovazione in Italia, vale a dire “defiscalizzare l’acquisto di start up innovative da parte delle aziende”. Una ricetta, ha sottolineato, che potrebbe risultare “qualcosa che aiuta la crescita per linee esterne di acquisizione di tecnologie innovative”.

Il tema, da tempo dibattuto nel nostro Paese, è quello della carenza di risorse economiche per sostenere chi ha buone idee imprenditoriali e si trova a competere in un mercato in cui le dimensioni diventano sempre più importanti per competere. La fiscalità è una delle leve più forti per convincere gli investitori istituzionali e i clienti del private banking a orientare i propri investimenti, a maggior ragione in una fase come questa caratterizzata dal ritorno della volatilità nelle principali asset class.

Secondo l’esperto, rispetto alle politiche per incentivare la digitalizzazione delle imprese, “è stato fatto molto negli ultimi anni”, con riferimento al supporto alle start up innovative. Quindi ha ricordato il ruolo di Cdp: “Siamo un investitore finanziario e dunque con i nostri interventi , 600 milioni di investimenti per innovazione e venture capital, abbiamo cercato di facilitare questi processi, mettendo dunque capitale a lavorare per aiutare le aziende da una parte a investire in innovazione e poi a crescere, perché soltanto attraverso la crescita si può competere ed essendo più grandi si può investire di più in innovazione e si possono fare anche acquisizioni di realtà esterne e avere un ruolo proattivo nel corporate venture capital”.


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