Banca Ipibi, quando la parcella diventa una realtà

A
A
A

Lucio De Rocco, amministratore delegato dell’istituto che fa parte del gruppo Veneto Banca, ha spiegato che…

Maria Paulucci di Maria Paulucci31 gennaio 2013 | 15:58

Banca Ipibi è in pienissima “fase 2”. Obiettivo, diventare a tutti gli effetti una banca di consulenza finanziaria fee only. Ne parliamo con Lucio De Rocco, amministratore delegato dell’istituto che fa parte del gruppo Veneto Banca.

Quali sono, oggi, i vostri numeri?
Stiamo crescendo ulteriormente in asset e dimensioni. Stiamo vivendo un momento importante per la nostra banca poiché stiamo mettendo in atto tutte le attività di “Ipibi fase 2”, che hanno comportato una riorganizzazione profonda di ogni aspetto della struttura per arrivare a un modello esclusivo, non assimilabile a nessuna delle altre reti bancarie. Con questo nuovo assetto abbiamo coinvolto ancora di più ogni singola funzione affinché tutti in Banca Ipibi si sentano davvero parte di un unico forte team di consulenza al cliente.

In che modo?
I promotori finanziari, per esempio, possono accedere a ruoli dirigenziali, e questo consente un dialogo costante fra i consulenti e la direzione, in modo che non ci siano troppi passaggi intermedi. Ciò favorisce rapidità, trasversalità e migliore comunicazione. Sembra che non ci sia una struttura gerarchica.

È così?
Abbiamo scelto di non averne una. Abbiamo quattro manager che sono un tutt’uno con la direzione mercato, rappresentano la direzione generale sul territorio, si occupano di sviluppare il business e di assistere i professionisti in ogni loro necessità lavorativa guidandoli, coordinandoli e motivandoli. Seguono le nostre macroaree Nord, Nord Est, Nord Ovest e Centro e sono Claudio Riva, Corrado Bertelli, Guido Stefanini e Umberto Grieco. A seguito della riorganizzazione, ai manager sono state assegnate deleghe importanti, riguardanti le autonomie di pricing e l’acquisizione di nuovi promotori finanziari.

E anche di bancari, magari?
Sì, i bancari a noi interessano. La metà dei nostri promotori finanziari proviene dal settore bancario. Credo che Banca Ipibi consenta loro di esprimersi al meglio, poiché valorizza ed esalta le competenze e le abbina all’assenza di conflitto di interesse. Con tutti i promotori finanziari che lavorano a parcella, i clienti non hanno più motivo di temere il conflitto di interessi. Il nostro pricing dipende dal portafoglio nel suo complesso, e non da questo o da quel prodotto.

Ci ricorda quando è iniziata la vostra evoluzione verso la consulenza a parcella?
La ristrutturazione è stata avviata lo scorso anno, dopo un periodo di preparazione maturato nel tempo, già a partire dal 2008, ed è nata da un’analisi approfondita delle esigenze del cliente e dal desiderio di mettere in risalto la professionalità dei promotori.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Marangi: “Parte Banca Consulia”

Promotori, accelera la rete di Marangi

Promotori, un socio top per la nuova Banca Ipibi

Ti può anche interessare

Il crowdfunding galeotto dei sospesi ex Consultinvest

Provvedimento dell’authority ai danni di un professionista legato alla rete della società austri ...

Consulenti in lutto, è morto Aldo Varenna

Il presidente di Efpa Italia è morto a soli 55 anni improvvisamente il 24 dicembre mattina. ...

Credit Agricole e Sace finanziano Goglio

il gruppo Crédit Agricole Cariparma ha destinato 15 milioni di euro di finanziamento, finalizzati a ...