Julius Baer Funds, tre fattori che fanno correre i mercati azionari

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Quantitative easing europeo, tregua tra Russia e Ucraina ed elezioni in Grecia hanno aiutato i mercati azionari europei. Parola di Can Elbi, gestore del fondo JB Europe Focus di Swiss & Global AM.

di Diana Bin20 maggio 2015 | 10:07

TRE FATTORI CHE HANNO SEGNATO LA VIA DEI MERCATI AZIONARI – Quantitative easing europeo, tregua tra Russia e Ucraina ed elezioni in Grecia. Sono questi secondo Can Elbi – gestore del fondo JB Europe Focus di Swiss & Global AM – i tre elementi positivi che hanno aiutato i mercati azionari europei a segnare performance di forti rally nel primo trimestre del 2015. Vediamoli nel dettaglio.

QUANTITATIVE EASING – Il programma di QE della Bce, “ha mostrato sin dalla partenza del 9 marzo l’effetto auspicato di mettere ulteriore pressione sull’euro”, spiega il gestore. “In aggiunta, vediamo finalmente migliorare i dati sui prestiti anche in Italia e in Francia. Su questo punto, troviamo che il recente dibattito sull’opportunità di ridurre il QE da parte della Bce sia alquanto prematuro, e crediamo che l’istituto guidato da Mario Draghi proseguirà su questo tracciato almeno fino a settembre 2016, continuando a mantenere un tetto sul tasso di cambio euro/dollaro americano”.

TREGUA TRA RUSSIA E UCRAINA – “Il secondo fattore, il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina, ha allentato la tensione nella regione. Un progresso cruciale, poiché crediamo che siano state proprio le tensioni geopolitiche in Ucraina e le conseguenti sanzioni contro la Russia ad aver creato un’improvvisa stagnazione dell’economia europea durante il secondo e il terzo trimestre del 2014”.

FATTORE GRECIA – Terzo fattore, “il risultato delle elezioni in Grecia e le negoziazioni con le istituzioni creditrici. Su questo tema, continuiamo a essere abbastanza tranquilli sul downside risk di una potenziale “Grexit”, specialmente alla luce del fatto che il 75% dei titoli di Stato ellenici in arretrato sono in mano alla Bce, all’Fmi e all’EFSF, il fondo salva Stati”.

OUTLOOK – Quanto alle prospettive future per il comparto azionario, “seguendo i considerevoli profitti realizzati nei primi tre mesi di quest’anno, i mercati potrebbero tirare il fiato sul breve termine, ma l’outlook a medio termine per l’equity europeo rimane intatto”, assicura il gestore. “Per quanto il mercato sia ora rivalutato sui multipli del ciclo mediano degli utili, è fondamentale osservare come in Europa questi utili debbano ancora conoscere una ripresa come quella verificatasi negli Stati Uniti”: basti pensare che gli utili per azione delle società europee sono ancora inferiori del 25% rispetto al picco del 2007.

MERCATO OBBLIGAZIONARIO – Quanto infine al mercato obbligazionario, “i nuovi dati economici continuano a segnalare una nascente ripresa nell’Eurozona. Riteniamo che i tassi estremamente bassi o addirittura negativi di Stati Uniti ed Europa siano un fenomeno temporaneo e non il segnale di una imminente crisi economica globale. Questo sfasamento nei prezzi del mercato obbligazionario (dovuto pure all’acquisto di bond da parte della Bce) inizierà anche ad indurre premi al rischio più bassi sui mercati azionari, un primo passo per un mercato rialzista in Europa. All’interno di questo scenario macro, continuiamo a trovare il miglior compromesso tra rischio e rendimento nei titoli ciclici, che scambiano ancora solamente sui livelli della media degli anni di recessione 2012-2014 rispetto ai difensivi”.

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