Scolari (Ascosim): con la Mifid 2 arriva la vera consulenza indipendente

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di Redazione 2 Novembre 2012 | 11:27
Il segretario generale dell’Associazione fa il punto sulla nuova direttiva, di cui si attende nei prossimi mesi il testo definitivo.

IN ARRIVO IL TESTO DEFINITIVO DELLA MIFID 2 – È atteso nei prossimi mesi il testo definitivo della direttiva Mifid 2, frutto del negoziato tra le istituzioni europee. Un testo che, con molta probabilità, introdurrà una forte soluzione di continuità rispetto alla prassi di mercato prevalente in molti paesi europei e segnatamente in Italia.

UNA STRUTTURA POCO TRASPARENTE – Come osserva Massimo Scolari, segretario generale Ascosim (Associazione delle sim di consulenza), “l’industria dei prodotti finanziari è strutturata in modo tale che la remunerazione della distribuzione dei prodotti finanziari, che ne assorbe la maggior parte del valore aggiunto, avvenga secondo modalità non trasparenti. Il cliente infatti, acquistando e detenendo un prodotto finanziario, paga le relative commissioni ma non conosce come queste somme vengono distribuite tra i soggetti coinvolti: fabbrica-prodotto, distributore-promotore, banca depositaria e così via. In questo contesto non è quindi facile capire fino a che punto la raccomandazione di un prodotto finanziario sia coerente con l’interesse del cliente oppure derivi piuttosto da un interesse del promotore o distributore rappresentato da un maggior guadagno”. Proprio a questo proposito, la linea guida a cui si ispira la proposta della Commissione Europea è il “ristabilimento di un maggiore grado di fiducia degli investitori nei riguardi dell’industria finanziaria, così gravemente compromesso dalla crisi finanziaria degli ultimi anni”.

CONSULENZA INDIPENDENTE – La novità più rilevante della Mifid 2 infatti, continua Scolari, “è l’introduzione di una specifica tipologia di consulenza definita indipendente, nella quale si prevede l’obbligo di considerare, per le raccomandazioni di investimento, un’ampia gamma di emittenti e di strumenti finanziari oltre che il divieto di percepire incentivi da società terze, ossia le retrocessioni di commissioni da parte delle società-prodotto. Inoltre il cliente deve essere preventivamente informato sulla tipologia della consulenza offerta (indipendente o non) e sulla continuatività del monitoraggio delle raccomandazioni”.

UNA SFIDA PER L’INDUSTRIA DEI PRODOTTI FINANZIARI – L’industria dei prodotti finanziari è dunque chiamata ad una importante sfida di maggiore trasparenza ed equità nei confronti dei risparmiatori, osserva ancora Scolari. Una sfida che farà emergere nuove professioni e che porterà al declino delle prassi di mercato obsolete che hanno regolato il mercato in questi decenni. Insomma, conclude il segretario generale di Ascosim: “alcuni vinceranno, altri cambieranno mestiere. Nella speranza che il risparmio e la sua gestione ne escano rafforzati”.

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