UniCredit smentisce i “gufi”

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di Diana Bin 5 Agosto 2015 | 12:45
Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto pari a 522 milioni di euro, in crescita del 29,5% su anno e sopra le attese degli analisti pari in media a 453 milioni.

UTILE E RICAVI UniCredit chiude il secondo trimestre con un utile netto pari a 522 milioni di euro, in crescita del 29,5% su anno e sopra le attese degli analisti pari in media a 453 milioni, grazie al contributo positivo di tutte le divisioni. Il risultato netto semestrale è stato pari invece a 1,03 miliardi di euro, in calo del 7,3% rispetto al semestre precedente. I ricavi sono saliti dello 0,1% su anno a 5,7 miliardi nel trimestre, portandosi a 11,5 miliardi di euro nei sei mesi, mentre i costi sono stati pari rispettivamente a 3,3 miliardi nei tre mesi (+3,6% su anno) e a 6,9 miliardi nel semestre.

INDICATORI PATRIMONIALI – Il CET1 transitional è pari al 10,52% e sale al 10,92% considerando l’operazione su Pioneer, mentre quello ‘fully loaded’ proforma è pari al 10,84%, includendo il valore corrente delle riserve AFS e l’operazione Pioneer, dice una nota. Sul fronte della qualità dell’attivo le rettifiche su crediti sono pari a 913 milioni, in calo del 9% su anno.

CORE BANK – A livello di core bank, l’utile netto è stato di 819 milioni nel trimestre e di 1,7 miliardi da in izio anno, mentre i ricavi si sono attestati rispettivamente a 5,7 e 11,4 miliardi.

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