Banche, così saranno quelle del futuro

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Le conclusioni del Digital Banking Expert Survey 2017

Daniel Settembre di Daniel Settembre20 dicembre 2017 | 09:26

L’intelligenza artificiale sarà
 un driver di crescita importante
 e al tempo stesso una sfida per l’intero settore bancario globale. 
Lo afferma il Digital Banking Expert Survey 2017 condotto
da GFT, fornitore mondiale di servizi business, IT e software per
il settore finanziario, che rileva anno dopo anno l’attuazione della trasformazione digitale del sistema bancario. L’indagine, condotta tra maggio e settembre 2017 da GFT Technologies SE in collaborazione con la società di ricerche di mercato Frost&Sullivan, si è focalizzata su otto paesi, Brasile, Germania, Italia, Messico, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Trasformazione in atto Dal report emerge con chiarezza che tutte le grandi istituzioni hanno delineato una chiara strategia di trasformazione digitale. Il Regno Unito e la Svizzera sono all’avanguardia in questo ambito. Inoltre i risultati mostrano come il driver numero uno per migliorare il livello di digitalizzazione all’interno delle organizzazioni finanziarie sia quello di soddisfare le aspettative dei clienti: questo è quanto dichiara il 60% dei rispondenti. Seguono alla soddisfazione dei clienti l’aumento dei ricavi da nuovi servizi o prodotti (51%) e la riduzione dei costi operativi (47%). “Soprattutto”, ha affermato Marika Lulay (nella foto), ceo di GFT Technologies SE, “le grandi banche attraversano momenti difficili. La digitalizzazione e le mutate esigenze dei clienti rappresentano una minaccia per la sopravvivenza di molte istituzioni finanziarie nel settore retail banking, ma sono anche una grande opportunità di essere indipendenti da mercati regolamentati creando nuovi modelli di business basati sui dati”.

L’era dell’intelligenza artificiale – Sarà l’intelligenza artificiale a trasformare radicalmente le attività nel settore bancario e assicurativo nel corso del prossimo decennio. La survey evidenzia che l’83% di tutti gli intervistati riconosce il valore dell’intelligenza artificiale – che raggiunge il 94% nelle grandi istituzioni – con il 17% che ritiene questo ambito strategico e il 33% importante ma ancora a un livello tattico. Il Brasile, il Regno Unito e il Messico guidano in termini di rilevanza attribuita all’intelligenza artificiale, mentre in Germania, Svizzera e Italia l’atteggiamento è più prudente e ancora
poche banche la percepiscono come strategica. Eppure l’implementazione di progetti in tal senso, secondo gli esperti coinvolti nel sondaggio, può aiutare a ottenere miglioramenti in una vasta gamma di funzioni aziendali, che vanno dal back office al customer service, al personal financial planning e alle vendite. “In particolare”, ha aggiunto
Lulay, “il retail banking ha accesso a grandi quantità di dati non strutturati come le informazioni
sui clienti, che attualmente non vengono utilizzate al massimo
della loro potenzialità. Utilizzando metodi cognitivi basati su sistemi di autoapprendimento, questi dati non strutturati possono essere elaborati e organizzati nel generare ipotesi ponderate sul processo decisionale per servire meglio i clienti nonché aumentare i ricavi”. In crescita anche l’approccio Bank as a Platform. Una visione è basata sull’idea che le banche debbano distribuire i propri prodotti su piattaforme aperte, in modo
che i clienti possano facilmente
e comodamente scambiare informazioni con più fornitori.

Italiani a tutto digital banking Per quanto riguarda il nostro
Paese, le banche italiane sono in fase avanzata nella strategia di digital banking. Due terzi delle banche italiane sta attuando, o ha già portato a termine, strategie di trasformazione digitale. Gli istituti di credito che non hanno elaborato strategie di trasformazione
digitale sono il 33% e si tratta prevalentemente di piccole banche, molte delle quali coinvolte dalla recente riforma del Credito Cooperativo.


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