Consulente, non fare come Bonucci…

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti21 febbraio 2019 | 11:04

Fermi, fermi, fermi. Lo spunto del titolo è volutamente ironico, ma le intenzioni sono serie. Non è nostra volontà mettere il dito nella piaga del tifo juventino dopo la difficile trasferta di Madrid (anche perché la redazione di Bluerating.com presenta delle fedi calcistiche variopinte), ma è innegabile che la stessa ha offerto un assist ideale per una riflessione sempre verde su un tema cardine per il professionista: la resilienza.

Lo spunto è l’episodio del discusso “crollo” a terra di Leonardo Bonucci poco prima del gol dei madrileni, a fronte di quella che Fabio Capello ha definito “una carezza” da parte di Giminez. Ecco partiamo da questo punto: caro professionista, la resilienza è tutto. Bisogna rimanere in piedi, non c’è mercato o Gimenez che tenga. Per questo ci fa piacere proporvi di seguito una interessante analisi su questo tema trovata sul portale della società Adami e Associati, società di ricerca e selezione del personale. Buona lettura…e mi raccomando: se malgrado tutto dovesse capitarvi di finire a terra, perlomeno mantenete salva la reputazione ed evitate di simulare…

La resilienza è la funzione psichica che permette di reagire alle avversità, di non sentirsi sconfitti e di affrontare i problemi con tenacia. In altre parole è l’atteggiamento che da l’impulso a continuare a fronteggiare gli insuccessi o gli ostacoli che appaiono insormontabili, senza considerarli una sconfitta definitiva.

Non è una dote innata o uno spirito con connotazioni poetiche: la resilienza è un vero e proprio meccanismo psicologico e come tale può essere sviluppato e potenziato per ottenere effetti positivi sia nella vita che nel lavoro.

In questo articolo spiegheremo più nel dettaglio cosa sia la resilienza personale, come possa incidere in maniera positiva nella vita lavorativa e come aumentarne il livello.

Per capire bene quest’atteggiamento è importante partire con la consapevolezza che avere un alto livello di resilienza non significhi in nessun modo non sentire il peso dello stress delle situazioni difficili. Al contrario, è un ottimo metro di misura per tarare la tipologia di reazione necessaria a raggiungere il proprio scopo nonostante la pressione subita.

La resilienza si manifesta come la somma di tre tratti della personalità:

Impegno

Propensione a farsi coinvolgere nelle attività e capacità di valutare l’entità delle difficoltà.

Controllo

L’attitudine a non sentirsi passivi davanti agli eventi e ad elaborare strategie per fronteggiarli.

Gusto per le sfide

È la predisposizione ad accettare i cambiamenti, minimizzare gli aspetti negativi di ogni situazione e valorizzare quelli positivi.

Nella sfera lavorativa, questa caratteristica aumenta le capacità di problem solving e migliora le performance personali quando si devono affrontare compiti complessi ed ambiziosi, in quanto è la base di un atteggiamento proattivo e combattente (nell’accezione positiva del termine) che consente di controllare lo stress per lavorare in maniera più razionale, programmata e quindi efficiente.

Resilienza e leadership

Un altro aspetto, che spesso non viene preso in analisi quando si tratta l’argomento, è come la resilienza sia fondamentale nel processo di costruzione della propria leadership. Il ruolo di leader, come noto, per essere efficace, non deve venire imposto ma anzi riconosciuto dal team, dai collaboratori o dai dipendenti. Le persone resilienti, proprio grazie alla capacità di non darsi mai per vinte e di affrontare ogni situazione in maniera strategica e programmata, comunicano una forte sicurezza all’ambiente lavorativo, suscitano ammirazione e vengono prese come esempio.

Come aumentare il proprio livello di resilienza

Vediamo ora come sia possibile aumentare il proprio livello di resilienza attraverso una serie di piccoli e semplici consigli, una linea guida da mantenere che, per quanto semplice, può portare a grandi risultati e miglioramenti:

-Descrivi il problema o l’incarico in modo preciso, un buon metodo è farlo con carta e penna, per avere un’idea visiva della situazione, e individuane il centro.

-Dividi il problema principale in piccoli sotto-problemi, in modo da diventare consapevole che affrontarne una parte alla volta sia meno difficile.

-Separa le difficoltà oggettive della questione da quelle personali, che riguardano te stesso, ovvero metti a fuoco gli aspetti che mettono in crisi le tue capacità.

-Valuta bene le risorse che hai a disposizione, anche collaborative, per affrontare le difficoltà oggettive e quelle personali.

-Cerca sempre un paragone con un problema risolto in passato per sviluppare una strategia che ha più possibilità di riuscita.

-Non fermarti mai alla prima soluzione: è sempre meglio avere a disposizione più opzioni per evitare un’eccessiva dose di stress nel caso la numero uno non dovesse funzionare.

Oggi, nel lavoro, come anche nella vita personale, la frenesia e gli impegni quotidiani ci portano ad essere costantemente esposti ad alte dosi di stress, motivo principale delle ansie che possono impedire lo sviluppo e l’utilizzo del proprio potenziale personale.

Allenare la resilienza attraverso gli elementari passaggi descritti può rivelarsi il metodo migliore per raggiungere i propri obiettivi e superare traguardi inaspettati, anche quelli di vittorie che non si ha la consapevolezza di poter ottenere.


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