Banca Generali, consulenti e dipendenti sono sempre al centro

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di Redazione 23 Ottobre 2020 | 10:21

Recentemente Abi ha proposto in digitale l’incontro dal titolo: BANCHE, SERVIZI DI INVESTIMENTO E CLIENTELA RETAIL. 

Nel corso dell’evento è intervenuto l’ad e dg di Banca Generali, Gian Maria Mossa; un discorso che si è concentrato sui riflessi dell’emergenza Covid sull’industria del risparmio e della gestione della continuità nella relazione con la clientela. Vi proponiamo di seguito le sue parole.

“Nel periodo Covid abbiamo, in primis, perseguito più un obiettivo sociale che economico stando vicini al Paese. Abbiamo cercato di essere di supporto sia al sistema sanitario ma anche a quello imprenditoriale anche con iniziative di cartolarizzazione dei debiti delle pmi con fintech tecnologiche come Credimi, dimostrando così vicinanza verso le aziende in difficoltà

Ora, però, bisogna concentrarsi sull’obiettivo economico ora, che viene appena dopo quello sociale. La nostra è una realtà quotata, siamo pragmatici. Per esserlo il primo punto è fare leva sull’ engagment delle persone per avere una direzione condivisa, mettendo al centro e coinvolgendo dipendenti e consulenti.
Con i quali abbiamo condiviso quali sono le priorità legato al nostro modello di business.

Siamo partiti dalla analisi contesto focalizzandoci sui clienti, ossia nostri driver. Clienti che hanno manifestato subito un esigenza di protezione e da una gestione tecnologica diversa rispetto al passato.

Un tema che parte dal Covid ma che si spinge oltre. Oggi vediamo che la Fed, dopo 40 anni, ha rivisto le sue priorità e in cima mette la piena occupazione piuttosto che l’equilibrio dei prezzi. Siamo insomma davanti ad un cambio di marcia. Con grandi investimenti del debito e i rischi sono diversi rispetto al passato. Ci sarà nell’immediato futuro più Europa ma meno globalizzazione.

Oggi per noi Il tema forte è come avvicinare il risparmio privato a economia reale. Ma non solo: i cliente retail va tutelato al di là degli strumenti che noi possiamo fornire e in questo l’augurio è che i governi si impegnino a garantire queste tutele.

Proprio qualche giorno fa la Lagarde diceva che la Bce deve essere più sostenibile e inclusiva. Noi ci muoviamo da tempo in questa direzione e abbiamo individuato 4 aree su cui investire: protezione, consulenza, digitale e sostenibilità.

Per quanto riguarda la protezione. Partiamo da un cambiamento dell’approccio con modalità soft e di costruzione portafoglio.

Qui abbiamo le famiglie che restano al centro con il tema del passaggio generazionale che teniamo in grande considerazione. Notiamo una grande disponibilità e apertura al dialogo che riguarda un tema non solo di salute ma di cura del patrimonio aziendale e immobiliare. Molti imprenditori ci chiedono supporto per realizzare quella continuità alla quale ambiscono. E per questo negli ultimi mesi ho incontrato una quantità di imprenditori superiore a quella incontrata negli ultimi due anni.

E qui siamo già nell’ambito della consulenza altro driver fondamentale. Qui siamo convinti che le parole d’ordine siano vicinanza e presenza. Durante questo periodo abbiamo organizzato numerosi eventi digitali con i colleghi della rete che abbiamo supportato a favorire gli incontri per mettersi a disposizione del cliente. Restiamo sempre fermamente convinti che ora più che mai ci sia bisogno di vicinanza che deve essere quel tema culturale che va ripreso dopo anni in cui non era centrale. Oggi il recupero del rapporto umano e del dialogo è fondamentale.

Per favorire questo abbiamo rilanciato il tema del risparmio finalizzato con piani di accumulo e puntato su nuove strategie di investimento come il Fia e l’Eltif del nostro contenitore BG4Real, per avvicinare il risparmio privato all’economia reale.

Quindi il tema del digitale con il cliente che appunto mai come in questo periodo si è dovuto misurare con la tecnologia e che quindi ha dimostrato una forte aspettativa verso una nuova customer experience.

Questo ci ha permesso di introdurre nuove modalità lavorative integrate che hanno condotto ad un ripensamento radicale delle priorità.

Insomma abbiamo visto la Disruption come un’occasione per fare disruption. Che a mio avviso è quello che le banche oggi devono fare per mettersi al passo. È una chance che bisogna sfruttare per riscrivere la Banca processo per processo. Cosa che noi stiamo facendo lavorando anche con società di consulenza specializzate.

Infine il tema della sostenibilità che è ormai una strada obbligata cui fanno attenzione tutti gli stakeholder. E che vede soprattutto i clienti orientati verso investimenti di questo tipo.

In tal senso le banche, in questo periodo, hanno un’opportunità di business enorme. In pochi anni tutto ciò che è targato Esg supererà le proposte tradizionali. Oggi in molte aziende si dà poco spazio alla matrice di materialità che inquadra la governance che invece dovrebbe diventare centrale per ogni società e che bisognerebbe affidare alle figure apicali di ogni azienda.Noi ci abbiamo lavorato.

La sostenibilità è ormai fondamentale anche a livello business. Tanto è vero che oramai il 50 per cento della raccolta oggi deriva da investimenti Esg. Del resto abbiamo messo a disposizione dei clienti già dallo scorso anno una piattaforma attraverso cui il cliente sceglie in base ai 17 Sdg’s dell’agenda Onu 2030.

Attraverso essa il cliente può misurare quanto il suo investimento si riflettono sulla salvaguardia del pianeta

Non tema di sola governance ma anche di business appunto.

Infine due parole sulla figura del consulente. Anche il Covid ci insegna che serve essere digitali ma ancora di più confermare la nostra vicinanza ai clienti. Questo porta i nostri consulenti a riaffermarsi ancora di più come registi delle varie relazioni in una logica di valorizzazione della figura professionale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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