Le reti alla prova, un mondo più giovane

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di Matteo Chiamenti 2 Marzo 2021 | 09:45

Qui la prima puntata dell’approfondimento Le reti alla prova, vigilanza senza freni.

Il 2020 è stato un anno che sicuramente ha messo alla prova la totalità delle professioni. Il micro-mondo della consulenza finanziaria ha vissuto questo periodo in maniera esemplare, caricando sulle proprie spalle l’onere della difesa dei risparmi degli italiani. I risultati sorprendenti della raccolta sono lì a dimostrarlo, con gli afflussi che sono cresciuti in doppia cifra rispetto al 2019. Appurata quindi la bontà del lavoro espresso dai professionisti dell’advisory, BLUERATING ha deciso di andare a fondo nell’analisi di quello che è stato un anno eccezionale, nel significato letterale del termine, utilizzando gli spunti offerti dall’Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei consulenti finanziari. E le sorprese, ancora una volta, di certo non mancano. Iniziamo con il tema della vigilanza.

La pandemia del Coronavirus ha evidenziato l’importanza della digitalizzazione come elemento cardine del futuro dell’offerta dei servizi finanziari. Un aspetto, quello della digitalizzazione, che sicuramente può essere favorito dal ricambio generazionale all’interno del mondo dei professionisti della consulenza finanziaria. A tal proposito, andando a vedere i dati relativi alla presenza di under 30 all’interno dell’Albo, nati dopo il 1991, fa ben sperare la crescita di questa componente: i giovani tornano sopra quota 1.000 unità, cosa che non accadeva dal 2017, quando erano 1049. Nel dettaglio, considerando la contestuale diminuzione del numero complessivo di consulenti abilitati all’offerta fuori sede, la quota percentuale di under 30 è di poco superiore al 2%, rispetto all’1,75% del 2019. L’eta media del settore, invece, rimane stabile a 51 anni. Se andiamo ad analizzare il profilo anagrafico delle realtà che comunicano mensilmente i propri dati di raccolta al sistema Assoreti, lo scettro della società con maggiore presenza di under 30 se lo aggiudica Fineco (2,97%) mentre in Consultinvest, maglia nera della relativa classifica, non risulta alcun consulente nato dal 1991 in poi. L’età media più bassa è di CheBanca! con 48 anni, mentre le realtà più argentate risultano essere a pari merito Banca Generali e il gruppo Credem con 54 anni. Rimanendo nell’ambito di queste reti, il consulente (con mandato) con più primavere alle spalle è Battista Calubini di Banca Mediolanum, nato nel 1933, mentre chi ne ha meno è Roberto Cimmino di Banca Generali, nato nel 1998.

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