Goldman Sachs continua a sorridere

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Avatar di Marco Mairate 21 Giugno 2008 | 17:50
Non delude la attese la trimestrale di Goldman Sachs. La più grande banca d’affari degli Stati Uniti guidata da Lyod Blankfein (nella foto) ha riportato ricavi per 9,42 miliardi di dollari (-7% sullo stesso periodo del 2007) e un utile netto di 2,09 miliardi nel secondo trimestre dell’anno. I risultati, secondo la nota della banca, sono stati realizzati grazie all’ottimo andamento della divisione asset management ed equity underwriting.
 
Per quanto riguarda l’asset management, il trimestre si chiude con commissioni di gestione e performance pari a 1,15 miliardi di dollari.
 
In dettaglio il patrimonio gestito è cresciuto del 18% rispetto lo stesso periodo del 2007 per un totale di 895 miliardi di dollari in gestione, di questi 22 miliardi raccolti nell’ultimo trimestre.
 
I servizi di Securitites hanno generato ricavi per 985 milioni di dollari, pari ad un incremento del 29% sul trimestre precedente.
 
“Viste l’attuale condizione del mercato, siamo molto soddisfatti per aver riportato un risultato del genere” ha commentato il Ceo del gruppo “Siamo molto realisti circa le sfide che il mercato ci presente, anche se alcune dislocazioni si possono trasformare in opportunità, e continueremo a trarre vantaggio dalle occasioni che via via si presenteranno”.
 
Goldman conferma così il suo standing di colosso finanziario globale, capace di resistere e passare indenne (o quasi ) la tempesta dei mercati e del credito. Per fare questo il gruppo potrebbe presto licenziare centinaia di investmen bankers: l’indiscrezione riporta infatti che il 25% dei dipendenti a livello ‘vice-president’ potrebbe presto essere costretta a cercarsi un altro lavoro.
 
 
Andamento del titolo Goldman Sachs rispetto l'indice S&P500 negli ultimi 12 mesi (fonte Google Finance)

Un altro sengnale positivo per il mercato arriva sempre oggi. Un’indiscrezione pubblicata dal Financial Times, infatti, riporta che Goldman sarebbe vicina al salvataggio di uno structured investment vehicle (SIV) da 7 miliardi di dollari.

Il fondo, precedentemente gestito dall’hedge fund britannico Cheyne Capital, è letteralmente collassato lo scorso anno sotto il peso del credi crunch che ha pesantemente influenzato gli asset del fondo (nella maggior parte composti da  asset-backed securities and collateralized debt obligations (CDOs).

“Ritengo che la notizia sia molto positiva per il mercato in genere” commenta Cole Kendall, consulente macroeconomico di Washington. ” Il fatto di riuscire a prezzare questi asset è un sintomo che il mercato potrebbe aver toccato il fondo e che gli investitori cominciano a dare un valore a questi asset.”

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