Tremate, tremate, le pagelle delle reti son tornate

Tremate, tremate, le pagelle son tornate

Il 2023 è stato un anno sicuramente contraddittorio dal punto di vista della consulenza finanziaria in Italia. Da un lato i mercati hanno vissuto un periodo di grande spolvero dopo le difficoltà del 2022, mentre dall’altro la raccolta del risparmio gestito si è ingolfata a causa delle difficoltà – e delle performance – registrate dai risparmiatori in Borsa nel corso l’anno precedente. Tirando le somme, a fare ancora una volta da locomotiva del sistema ci hanno pensato i consulenti finanziari, capaci di portare a casa la terza migliore raccolta annuale di sempre, pari a 43,9 miliardi di euro, sebbene questa abbia visto solamente 2,8 miliardi frutto del risparmio gestito, contro i quasi 17 miliardi del 2022. Va però sottolineato che le reti di consulenza finanziaria hanno chiuso l’anno con la migliore raccolta mensile per i prodotti dell’asset management. A dicembre infatti, i dati rilevati da Assoreti hanno evidenziato investimenti netti su fondi comuni, gestioni individuali e prodotti assicurativi/previdenziali per 2 miliardi di euro; il risultato, insieme alla raccolta netta complessiva realizzata sui titoli amministrati, pari a 2,4 miliardi, e ai flussi di liquidità per 1,4 miliardi, ha determinato volumi netti complessivi per 5,7 miliardi di euro, valore più che raddoppiato rispetto al mese di novembre, in crescita del 7,2% nel confronto con l’anno precedente e segnale evidente di un nuovo cambio di marcia per il sistema nel suo complesso.

Come tradizione ormai vuole, BLUERATING ha voluto compilare l’attesa “pagella” di fine anno, dando – sulla scia di quanto fanno nel semestre precedente – un plusvalore a chi è stato capace di ottenere buoni risultati nell’ambito dell’asset management; oltre ai consueti risultati calcolati sulla base dei dati Assoreti su afflussi netti, procapite e variazione dell’organico, abbiamo moltiplicato per 1,5 il punteggio derivante dal piazzamento nella classifica del procapite gestito. A questi numeri abbiamo come sempre affiancato una valutazione ragionata su quanto fatto dalle singole reti nel 2023, con tanto di considerazione finale racchiusa, a seconda dei casi, in una parola o in una frase. Tra conferme e sorprese, ecco la classifica delle prime dieci realtà (per posizione finale) del nostro settore.

10 Credem, SCIVOLONE

In ogni nostra pagella ne abbiamo esaltato la solidità, al pari della poca propensione a offrire particolari sorprese sul fronte della posizione in classifica, così come delle dinamiche di raccolta. Ora però lo scossone è avvenuto, ma non nei termini che ci aspettavamo, dato che la società ha perso due posizioni, scivolando al decimo posto in classifica. Paga sicuramente il peggiore risultato in assoluto per quel che riguarda il procapite gestito, segnale di una probabile difficoltà nel riuscire a veicolare verso questa tipologia di offerta i risparmi dei clienti. Che poi si sa, Credem è tradizione e viene naturale pensare che anche la clientela sia tradizionalista, con tutto ciò che ne deriva (leggasi mediamente poca propensione al rischio). Ma la tanto voluta e reclamizzata riorganizzazione della struttura manageriale della consulenza finanziaria del gruppo non ha offerto fino a ora, almeno a livello di numeri, risultati particolarmente apprezzabili.

9 posto: Finint Private Bank, NASCOSTA

Ci lascia un po’ perplessi la scelta di Finint PB di aprire i propri numeri al mondo Assoreti. Non per la qualità dell’offerta, ma perché a questa scelta di apertura dell’ex Banca Consulia non è coincisa una parallela campagna di comunicazione capace di raccontare con costanza e attenzione il mondo del gruppo. I dati, considerato il ridotto numero di professionisti in organico, sono onorevoli (in particolare l’ottima raccolta procapite), ma sono pochi ad accorgersene. Vorremmo un management maggiormente sotto i riflettori, perché a nostro avviso è proprio questo quello che serve per imporre sul mercato una boutique le cui qualità meriterebbero una maggiore spinta mediatica.

8 posto: Banca Widiba, INCOMPRESA

E’ un vero peccato che una società dall’offerta all’avanguardia come Banca Widiba non sia stata capace ancora di fare il salto di qualità che si aspettava fin dai tempi dell’ex amministratore delegato Andrea Cardamone. Di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma Banca Widiba si trova più o meno allo stesso punto. Ancora una volta, pensiamo noi, il peso del mancato balzo in avanti è da attribuirsi alla situazione incerta che affligge ormai da anni la capogruppo Mps; la realtà guidata dal direttore generale Marco Marazia, che tra l’altro ha ottenuto uno dei migliori risultati sul fronte della crescita dell’organico, meriterebbe o una proprietà dal profilo definito o la possibilità di emanciparsi. Ora come ora, né una né l’altro scenario, appaiono vicini. Purtroppo, aggiungiamo noi.

7 posto: Fideuram Ispb, COSTANTE

La più grande e antica rete italiana si conferma ancora una volta per quello che è: una schiacciasassi quando si tratta di macinare miliardi di raccolta, un po’ meno abile invece quando si parla di lavorare in punta di fioretto. E i dati ce lo mostrano senza ombra di dubbio: il gruppo è nettamente al vertice per raccolta netta complessiva, ha un buon piazzamento per crescita dell’organico e del procapite complessivo, mentre il procapite gestito è stato tra i peggiori. Insomma Fideuram non sbaglia, ma nemmeno sorprende. Così è e così, probabilmente, sarà anche nella prossima pagella.

6 posto: Banca Mediolanum SPECIALISTA

Già la scorsa pagella avevamo usato una metafora calcistica per descrivere la qualità del lavoro offerto dalla squadra di Massimo Doris. Oggi la utilizziamo nuovamente per sancire ancora una volta come il consulente di casa Mediolanum sia ormai uno specialista del gestito, un po’ come il favoloso Juninho Pernambucano fu maestro inarrivabile nei calci di punizione. Quando si tratta di fare numeri su fondi e previdenza nessuno tiene testa all’armata di Basiglio, c’è poco altro da dire. Certo, con un esercito così ampio – il secondo per dimensioni – la raccolta complessiva potrebbe offrire qualcosa di più, ma non ci si può comunque lamentare… perché vincere è bello, ma vuoi mettere piazzare la palla all’incrocio da 30 metri?

5 posto: Bnp Paribas LB FENICIE

Era stata la maggiore delusione delle scorse pagelle: a fine 2022 era pronta per il balzo definitivo ai vertici dopo il quarto posto finale, ma a metà 2023 si era ritrovata solamente in settima posizione. Ma noi avevamo sempre creduto nella qualità della proposta della realtà guidata da Luca Romano ed è per questo che non ci sorprende affatto che Bnl Bnp Paribas LB si sia velocemente rimessa in carreggiata, dopo la “sbandata” estiva. A dare manforte alla rimonta, nonostante una classifica degli afflussi non brillante, vi è il secondo posto per crescita percentuale dell’organico e l’ottimo piazzamento sul fronte del procapite gestito. Ora la rete può tranquillamente tornare a sognare il podio nel 2024.

4 posto: Banca Generali SEMPRE LEI

C’è davvero poco da dire sul lavoro di Banca Generali: anno dopo anno la realtà guidata da Gian Maria Mossa rimane ai vertici del mercato italiano. Prima nel procapite, rimane sempre ancorata a buoni risultati anche nelle altre classifiche. La società è attenta alle tendenze del mercato e i consulenti finanziari che ne fanno parte sono affidabili e costanti. Non è quindi un caso se Mossa risulti quasi sempre primo nei sondaggi periodici sulla reputazione tra i top manager delle reti: lavorare bene paga. In tutti i sensi.

3 posto: Fineco BELLA D’ESTATE

Ci eravamo lasciati con una Fineco a “testa alta” in seconda posizione lo scorso giugno. Ora la ritroviamo sull’ultimo gradino del podio, segno che forse il meglio di sé sia stata capace di offrirlo nel periodo estivo, richiamando le malinconiche note del bellissimo pezzo scritto dal papà dell’ultima vincitrice del Festival di Sanremo. Esasperati riferimenti musicali a parte, la squadra guidata da Alessandro Foti ha offerto nel corso del 2023 una performance di assoluto valore su tutti i fronti: seconda per afflussi complessivi, terza sul procapite totale, quarta su quello relativo al gestito e con un organico in crescita. Diciamo allora pure che Fineco è bella sempre, ma d’estate forse ancora di più.

2 posto: CheBanca! FENOMENO

Siamo rimasti sorpresi nel vedere il rebranding di una realtà, quella di CheBanca!, che aveva puntato tantissimo proprio sulla capacità di posizionarsi, anche per immagine, fuori dal coro. E i risultati, pagella dopo pagella, ce lo hanno mostrato, con una rete di “soli” 573 consulenti che è stata capace di sbaragliare tante società più strutturate grazie a un lavoro incentrato sulla qualità della raccolta. Un vero fenomeno che dal prossimo anno vedremo nelle vesti più formali di Mediobanca Premier, scelta fatta forse per strizzare l’occhio ai nuovi trend della consulenza, sempre meno retail e sempre più ”tailor made”, almeno a livello di comunicazione. Cambierà il volto, è vero, ma ci auguriamo che non cambi la sostanza; ed è quello che dovrebbero augurarsi tutti, visti i numeri. Mediobanca in primis.

1 posto: Allianz Bank FA COLOSSO

Dopo averla definita rocciosa e poi schiacciasassi, completiamo il trittico minerale con il termine colosso, naturalmente di pietra. Allianz Bank FA è un gigante buono (per la raccolta), ma anche un’opera d’arte da ammirare per la raffinatezza dei dettagli (come ad esempio il primato nel procapite gestito). L’ultima convention della società, che lo scorso 13 febbraio 2024 ha riunito gli oltre 2.300 consulenti finanziari e i migliori agenti di Allianz S.p.A. provenienti da tutta Italia, è stata intitolata “Eccezionali. Consapevoli del nostro Futuro”…c’è davvero altro da aggiungere?

 

 

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