Promotori Finanziari – Il pf sparisce con la cassa e la banca è costretta a metter mano al portafogli

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di Redazione 8 Gennaio 2009 | 08:20
Si impegnava a garantire investimenti ad alto rendimento e sfruttando la fiducia accordatagli da due coniugi, G.D.O. e C.C., un promotore finanziario di Rieti, ha quasi mandato sul lastrico gli investitori “creduloni”. La vicenda si è chiusa dopo 4 anni – come consuetudine la burocrazia italica si è impegnata a dilatare i tempi – con la sentenza del tribunale laziale.

Il tribunale ha deciso il risarcimento dei due malcapitati investitori che si sono visti riconsegnare non solo i denari investiti, e i guadagni mai realizzati, ma anche una cifra da ascrivere ai danni morali patiti. In pratica il promotore, che operava per nome e per conto di un importante istituto bancario, il medesimo dove i coniugi avevano lasciato in custodia i propri risparmi, grazie al suo appeal era riuscito a farsi consegnare delle importanti cifre dietro la promessa di guadagni da capogiro.

Tuttavia, visto che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, Quando i due ignari investitori, bisognosi di liquidità, hanno chiesto indietro parte dei loro soldi, il promotore ha pensato bene di darsi alla macchia e, anzi, risultava licenziato dalla banca e indagato. Da qui l’azione legale promossa dalla coppia che ha coinvolto anche la banca di riferimento, che ha tentato, in extremis, di saltare l’ostacolo presentandosi come parte civile contro l’ex dipendente.

Scelta vana, perché il tribunale ha riconosciuto il presupposto della responsabilità oggettiva.

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