Jackfly, promotori senza libertà

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di Redazione 4 Dicembre 2008 | 16:00
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (12a Puntata)

Milano, sede Nattan Bank
Ore 10.15 del 18 febbraio

Quando sei entrato in sala riunioni, insieme alla solita folla dei migliori promotori finanziari, dei migliori reclutatori e area manager, e ai massimi vertici operativi della Nattan Bank, hai notato subito qualcosa di strano. Marco Mancini era al suo solito posto, al centro del tavolo di mogano, con il completo color mogano, i capelli tinti color mogano. Ma non era solo. Al suo fianco c’era un Tal dei Tali, e dire che a te, quel Tal dei Tali, non sia piaciuto subito sarebbe troppo poco. Ecco, in quel momento qualcosa hai sentito, dentro.

Ma anche quella volta non ci hai fatto caso: se ti metti a far caso a queste cose, stai fresco. La riunione era cominciata come tutte, con Mancini a fare la tiritera, su come siamo bravi e come siamo belli. Su come siamo diventati grandi, grazie al reclutamento fatto dagli area manager, e su come vogliamo diventare ancora più grandi. E con questo voleva dire che bisognava darci dentro con la raccolta di denaro fresco, così si chiamano i soldi che apportano i clienti, ma significava anche continuare a strappare promotori alla concorrenza. Soprattutto quelli con tanti clienti. Mancini ha le idee chiare: vuole aumentare le masse gestite dalla banca, incrementarne le quote di mercato. Ecco perché la parola passa al Tal dei Tali, l’avvocato Sturli, dello Studio legale Sturli&Sturli, e a un tratto la questione cambia decisamente aspetto.

L’avvocato Sturli è bianco, vestito di bianco e ha quella purezza diafana dei nordici che i mediterranei come te, Jack, a volte invidiano. L’avvocato Sturli presenta i nuovi contratti che la Nattan Bank proporrà ai suoi promotori finanziari. Niente di speciale: tra vincoli, penali, codicilli e richiami, chi comincia a lavorare per la Nattan le rimarrà legato fino alla tomba. O meglio, finché non deciderà di disfarsene. Il motto della Nattan è chiaro: noi non vogliamo che gli altri ci facciano quello che noi facciamo a loro. Non vogliamo che la gente ci molli a metà dell’opera.

L’avvocato Sturli è diafano e puro come il male. Questo pensi tu che pure non sei un santo. Ma che fino a questo punto non pensavi si potesse arrivare. Insomma, era tutto molto semplice, come al solito. La Nattan garantiva le provvigioni più elevate. In cambio ti metteva la catena al collo e la palla al piede per i successivi vent’anni. O finché non avesse deciso di liberarsi di te. Gli area manager lì per lì ci rimasero secchi.

Poi, la riunione cominciò a farsi interessante quando Carletto Rodari alzò la mano: «Ma scusate, da quando siamo entrati in Europa tutte le altre banche hanno eliminato questo tipo di patti e voi li reintroducete?»
Sturli non era tipo da rispondere di scartina. Lo guardò fisso e sibilò: «Esattamente. Voglio proprio vedere chi sarà quel promotore che vorrà correre il rischio di far causa alla banca dopo aver accettato il contratto».

«E pensate che qualcuno accetterà?» intervenne Giuseppe Polimeni, uno della vecchia guardia.
Al posto dell’avvocato prese la parola Mancini, che non era tipo da star zitto per due interventi di seguito. «Crede che quando uno si troverà davanti la proposta di guadagnare molto di più starà a guardare i codicilli?»
«Io credo di sì.» Neanche tu, Jack, sei mai stato tipo da starsene zitto.

…continua…                  leggi le puntate precedenti        

*tratto dal romanzo JACKFLY
(www.jackfly.net) di Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

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