Jp Morgan AM, ultimo appuntamento prima di Natale

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L’inizio di un nuovo anno è sempre un momento decisivo per i mercati, osservano gli analisti di Jp Morgan Asset Management…

Avatar di Redazione10 dicembre 2012 | 11:05

L’EFFETTO ASSET ALLOCATOR – L’inizio di un nuovo anno è sempre un momento decisivo per i mercati, osservano gli analisti di Jp Morgan Asset Management. “Il prossimo mese potrebbe quindi essere il momento in cui gli esperti di strategia si chiederanno se il 2013 sarà finalmente l’anno delle azioni”.

IL RUOLO DEL CREDITO NEI PORTAFOGLI – “Cos’altro potrebbe essere deciso durante le feste? A nostro avviso, il tema principale rimane il ruolo del credito nei portafogli e fino a quando potrà durare la fase di rialzo di questo mercato. La seconda questione riguarda i titoli di Stato e se esiste una tesi d’investimento a favore di una classe di attività che appare sempre più indifendibile in termini di valore”.

LE AZIONI ENTRANO IN GIOCO
– “Forse è a questo punto che entrano in gioco le azioni, in particolare se, come sembra, il ciclo economico mondiale sta riacquistando slancio. Infine, sul fronte valutario, bisogna chiedersi se l’euro cederà finalmente alla forza di gravità o se l’Europa seguirà le orme del Giappone e il tasso di cambio della moneta unica rimarrà ostinatamente elevato. Tutte queste questioni verranno probabilmente ponderate durante le festività”.

VALUTAZIONI AZIONARIE E OBIETTIVI DEGLI INDICI –
“Questo è il periodo dell’anno in cui la casella della posta elettronica si riempie di relazioni sell-side sulle prospettive per il prossimo anno. In questo clima festoso tendono tradizionalmente a essere presentati gli obiettivi di fine anno dei vari indici di riferimento azionari. In genere, essi vengono stabiliti effettuando previsioni degli utili per il nuovo anno – di per sé nulla di più di una scienza inesatta – e assegnando poi a tali utili un multiplo prezzo/utili”.

QUALE PROSPETTIVA STORICA UTILIZZARE? – “Un’approssimativa analisi degli obiettivi indica che la grande maggioranza degli esperti di strategia si aspetta una modesta espansione dei multipli nel 2013. Con tali considerazioni non intendiamo essere eccessivamente critici, ciò che ci proponiamo è di mettere in evidenza il problema con cui hanno dovuto fare i conti gli investitori azionari negli scorsi anni, ovvero quale prospettiva storica utilizzare. Sulla base dei parametri di valutazione più tradizionali, le azioni appaiono relativamente convenienti guardando ai trascorsi degli ultimi 40 anni (ovvero il periodo per cui disponiamo di dati decenti). L’indice Msci Us scambia attualmente a un rapporto prezzo/utili passati di 14,5 rispetto a una media di lungo termine di 16,8 (pari a uno sconto del 14%) e a un rapporto prezzo/valore contabile di 2,2 rispetto a una media di lungo termine di 2,4 (sconto 9%), mentre per l’Msci Europe Ex-Uk tali multipli sono di 14,1 rispetto a una media di 16,1 (sconto 12%) e 1,4 rispetto a una media di 1,8 (sconto 20%). La complicazione viene dal fatto che sulla base di questi parametri le azioni appaiono convenienti sin dalla fine della fase di recupero successiva al 2009”.

AZIONI USA E AZIONI EUROPEE
– “Un esame più attento dei rapporti prezzo/valore contabile suggerisce che il peggio che si possa dire delle azioni statunitensi è che hanno a malapena toccato i livelli medi di tale multiplo a inizio 2011, quando la seconda fase di rialzo si stava esaurendo. Le azioni europee, al contrario, hanno continuato a scambiare a sconti consistenti. Quel che è peggio, in entrambi i mercati le valutazioni hanno evidenziato un movimento laterale o di leggera flessione in tale periodo, con scarsi segnali di un ritorno alla media. E, per concludere, la regione più “conveniente” (l’Europa) ha ampiamente sottoperformato quella più “costosa” (gli Stati Uniti)”.

LE VALUTAZIONI NON SARANNO UN CATALIZZATORE DEI MERCATI AZIONARI – “Tutto questo è un modo prolisso di dire che con i semplici confronti storici non si va molto lontano. Ci sono altri fattori che influenzano i prezzi che gli investitori sono disposti a pagare, come ad esempio le variazioni delle asset allocation (negative), i tassi di crescita attesi (più bassi) e i tassi d’interesse (molto più bassi), solo per citarne alcuni. In tale contesto, ci sembra ipotizzabile che le valutazioni, per quanto favorevoli, non costituiranno un catalizzatore dei mercati azionari nel prossimo futuro”.

MODIFICHE AL PORTAFOGLIO – “La scorsa settimana abbiamo aumentato il rischio nei nostri portafogli, rafforzando la posizione azionaria rispetto a quella obbligazionaria e accentuando le sovraesposizioni a Europa continentale e Giappone, nonché eliminando la sottoesposizione ai paesi emergenti, il tutto a spese delle allocazioni negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Abbiamo altresì assunto una posizione di sovrapeso in Australia e una di sottopeso a Hong Kong. Inoltre, sempre la scorsa settimana il team di strategia Asset Management Solutions si è incontrato a Londra per la sua riunione quadrimestrale, un evento che consente al gruppo di riconsiderare i propri giudizi d’investimento di medio termine”.


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