Arrivano i turchi

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di Roberto Dotti 14 Luglio 2008 | 09:40
Il boom dei paesi emergenti è ormai cronaca di tutti i giorni.E’ infatti cambiata la percezione del pubblico verso tali paesi: non più una cultura mordi e fuggi ma un orientamento a un orizzonte temporale di lungo periodo, dove chi arriva per primo si ipoteca un futuro in grande espansione.

L’analisi dei migliori e peggiori comparti inclusi nell’area azionari emergenti vede il fondo DWS Turkey in vetta alla classifica nella settimana che va dal 2 al 9 luglio con una performance positiva del +8,8%.
Il comparto, lanciato nel giugno 2005, gestisce un patrimonio di 82,8 mln di euro e ha registrato una performance YTD negativa -41,2% contro una performance a 3 anni del 6,3%.
Il benchmark di riferimento è il ISE National 100 (Eur) Index.

Negli anni ’90 questi mercati furono caratterizzati da una serie di crisi a causa del collasso del regime di cambi fissi, che ha portato ad una fuga di capitali ed ad un aumento dei tassi di interesse reali, con effetti debilitanti per l’economia reale e il sistema finanziario. Ma in molti paesi il passaggio ai tassi di cambio fluttuanti ha ridotto il potenziale impatto di shock esterni.

La più efficace gestione fiscale e monetaria ha ridotto le esigenze di assunzione di debito estero, in particolare in Russia, Brasile e Turchia, e ciò ha determinato un calo degli interessi reali, che ha a sua volta accresciuto l’espansione del credito e dell’intermediazione finanziaria in molti mercati, con conseguenti benefici per i consumi interni.

Numerosi Paesi, inoltre, hanno intrapreso riforme volte a rafforzare le regole dei loro mercati finanziari e della corporate governance delle loro società. Non solo, dunque, è estremamente ridotta la possibilità di crolli, ma anzi i guadagni dei loro indici di Borsa dovrebbero proseguire, complice anche la tumultuosa crescita economica di questi Paesi (soprattutto Cina e India) che non accenna a diminuire.

Le performance positive che potrebbero regalare questi mercati molto probabilmente saranno più contenute rispetto al passato, a causa innanzitutto della contrazione nei prossimi anni della grande massa di liquidità presente a livello globale e che fin’ora ha sostenuto la loro crescita.
Comunque, in alcuni dei maggiori mercati, la fiorente classe media che sta trainando i consumi interni offrirà agli investitori diverse opportunità d’investimento, che difficilmente potranno essere compromesse dal contesto globale.
Ad esempio, la telefonia cellulare presenta ancora un notevole potenziale di penetrazione, così come il settore finanziario con carte di credito, prestiti e mutui ipotecari.

I MIGLIORI FONDI AZIONARI DAL 02/07 AL 09/07

Valuta fondo percentuale
EURO DWS TURKEI 8,77%
USD PARVEST BRAZIL 8,34%
EURO PARVEST TURKEY 7,95%
EURO FORTIS L FUND EQUITY TURKEY 7,68%
USD LEGG MASON CHINA EQUITY FUND 6,11%

I PEGGIORI FONDI AZIONARI DAL 02/07 AL 09/07

Valuta fondo percentuale
USD FRANKLIN U.S. OPPORTUNITIES FUND -6,45%
USD MLIIF LATIN AMERICA FUND -5,81%
USD TEMPLETON THAILAND FUND -5,75%
SEK NORDEA 1 LATIN AMERICA EQUITY FUND -5,72%
USD JP MORGAN FUNDS LATIN AMERICA EQUITY FUND -5,57%

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