Petroliferi sotto osservazione a Milano

A
A
A
di Luca Spoldi 29 Ottobre 2015 | 14:33

Non è solo il prezzo del petrolio a condizionare le quotazioni di Eni, Saipem e Tenaris: tengono banco anche il riassetto della controllata dell'Eni e l'ipotesi di future nuove alleanze continentali

IL PETROLIO RECUPERA, BENE TENARIS – Quotazioni del future sul greggio Wti che tornano sopra i 46 dollari al barile nelle contrattazioni pre-borsa di New York dove il derivato recupera una sessantina di centesimi rispetto al fixing di ieri a 45,61 dollari. Il rimbalzo consente ai titoli petroliferi europei, da stamane in deciso calo, di ridurre le perdite, con Tenaris che al momento è in rialzo dell’1,39%, Eni che cala dell’1,51% e Saipem che a 8,64 euro per azione cede ancora il 2,48%.

ENI E SAIPEM RESTANO NEGATIVE – Sulla controllata del cane a sei zampe pesano le indiscrezioni che stanno offrendo un quadro più dettagliato di come dovrebbe avvenire l’uscita dal perimetro del consolidato di Eni: a fronte di una manovra da 8 miliardi di euro complessivi (3,5 miliardi di aumento di capitale, più diluitivo di quanto previsto finora confrontandosi con gli attuali 3,9 miliardi di capitalizzazione, più 4,5 miliardi di rifinanziamento del debito) Cdp dovrebbe, tramite il Fondo strategico italiano, rilevare una quota del 12,5% del capitale da Eni e poi sottoscrivere pro quota l’aumento, arrivando a investire oltre un miliardo di euro.

INGRESSO CDP CONSENTIRA’ NUOVE ALLEANZE? – Sullo sfondo resta per ora l’ipotesi di ulteriori sviluppi, dato che dopo l’operazione Saipem sarà molto più simile di ora alla francese Technip, che ha tra i propri soci il Fonds Stratégique d’Investissement: una somiglianza nella struttura dell’azionariato che potrebbe non essere casuale ma favorire in futuro a un matrimonio transnazionale.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Asset allocation: Piazza Affari resta una valida opportunità. Ecco perchè

Piazza Affari non è un posto per giovani: tra manager eterni e poco ricambio generazionale

Mercati: Piazza Affari si tinge sempre più di green

NEWSLETTER
Iscriviti
X