Mps subito in luce a Milano, soffrono Leonardo Finmeccanica e Fca

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di Luca Spoldi 27 Settembre 2016 | 10:07

MILANO RECUPERA COL FRENO A MANO TIRATO – Inizio di giornata positivo a Piazza Affari, dove però dopo un’ora scarsa di lavoro scattano le prime prese di profitto che riportano gli indici poco sopra i livelli visti ieri sera in chiusura. Così il Ftse Mib oscilla a 0,17%, il Ftse Italia All-Share recupera lo 0,11% e il Ftse Italia Star segna +0,05%. Tra le blue chip italiane tiene banco Mps, in rialzo del 2,25% a 19,54 centesimi di euro per azione dopo che ieri il Cda guidato dal nuovo amministratore delegato Marco Morelli ha deciso che la presentazione del piano industriale avverrà il 24 ottobre.

MPS IN EVIDENZA, STANNO PER ARRIVARE NOVITA’ – Nel frattempo Mps valuterà una possibile offerta per la conversione volontaria di bond in azioni, “secondo modalità ancora in fase di studio”. La stampa ipotizza che l’offerta, che inizialmente sembrava dover essere proposta ai soli investitori istituzionali, possa essere estesa a tutti i sottoscrittori di bond subordinati (o obbligazionisti in genere) e prevedere la corresponsione di un premio rispetto alle quotazioni attuali, nel tentativo di raccogliere 1,5-2 miliardi di euro. Altre fonti di stampa parlano di una disponibilità ad entrare nel capitale da parte dei fondi sovrani di Kuwait e Qatar, per la cifra di 1 miliardo di euro. Il tutto consentirebbe di ridurre l’importo dell’aumento di capitale da lanciare sul mercato a fine anno o agli inizi del 2017.

PARTENZA IN ROSSO PER LEONARDO FINMECCANICA E FCA – Tra gli altri titoli segnano buoni rialzi Enel e Snam, mentre tornano a perdere terreno Leonardo Finmeccanica (-2,1% nonostante buone prospettiva per il mercato asiatico degli elicotteri), Fiat Chrysler Automobiles (-1,5% dopo una sospensione per eccesso di scostamento legata alla possibilità che l’autorithy statunitense per la protezione ambientale, Epa, chieda al gruppo di investire 5 miliardi di dollari entro il 2025 per mettersi in regola con le norme in materia di emissioni), Azimut e Unipol, tutti ampiamente sopra il punto percentuale di perdita.

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