Reddito fisso: come guadagnare da rialzi e ribassi dei Bund

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di Luca Spoldi 19 Settembre 2017 | 14:59

BCE RESTA INCERTA SU FINE QE – I tassi prima o poi risaliranno anche in Europa. Ma sul fatto che ciò sia destinato ad avvenire “prima” o “poi” il disaccordo resta totale tra gli operatori e forse anche all’interno della Banca centrale europea. Secondo l’agenzia Reuters, infatti, i membri del board della Bce non avrebbero ancora raggiunto un’intesa sulla definizione di una data certa a partire dalla quale iniziare a ridurre, per poi terminare del tutto, il programma di quantitative easing in corso.

CI SARA’ UNA NUOVA PROROGA? – Questo lascerebbe aperto uno spiraglio all’ipotesi che il programma possa venire prolungato una seconda volta, dopo che già la scadenza originale del marzo 2017 è stata estesa a fine anno. L’indiscrezione ha nuovamente favorito un recupero delle quotazioni dei bond dell’area dell’euro, sia “core” (il rendimento del Bund decennale guida cala oggi sullo 0,43%, contro lo 0,45% di ieri) sia “periferici” (nel caso dei Btp decennali il rendimento cala al 2,03% dal 2,06% della vigilia).

GRADUALE RIALZO DEI TASSI GIA’ IN ATTO – Secondo quanto notano alcuni analisti tra cui quelli di Websim, peraltro i “tatticismi” della Bce possono solo ritardare, ma non invertire, il graduale rialzo dei tassi nell’area dell’euro, in atto ormai da un anno (il rendimento minimo sui Bund si è toccato nell’estate 2016 con un tasso pari a -0,2%, il massimo relativo è stato toccato lo scorso agosto a +0,6%). Per questo il suggerimento degli uomini di Websim per chi voglia provare a fare trading sui titoli di stato europei è di muoversi anche in controtendenza.

QUALCHE IDEA PER IL TRADING – Per i Bund in particolare questo significa che chi vuole approfittare del possibile storno dei prezzi (e graduale rimbalzo dei rendimenti) potrà provare a usare strumenti a leva “short” (ad esempio alcuni Etf), chi invece punta ad un rialzo dei prezzi (e un calo dei rendimenti) potrà fare la stessa cosa con un Etf a leva “long”. In entrambi i casi l’idea è di replicare, in modo amplificato, il movimento di prezzo/tasso dei Bund sottostanti. Il tutto mantenendo la soglia dello 0,6% di rendimento come livello oltre il quale vendere i titoli, in ottica strategica.

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