Bond societari meno appetibili ma ancora positivi

A
A
A
di Luca Spoldi 18 Ottobre 2017 | 16:28

ALASDAIR ROSS: IL VENTO E’ CAMBIATO – Se negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008 gli investitori obbligazionari avevano assistito a un periodo di miglioramento dei fondamentali creditizi, ormai vi sono pochi dubbi che il vento sia cambiato a discapito degli obbligazionisti e a favore degli azionisti secondo quanto fa notare Alasdair Ross, responsabile investment grade e gestore di portafogli senior Emea di Columbia Threadneedle Investments, secondo cui da mesi ormai le società aumentano l’indebitamento e utilizzano i flussi di cassa per pagare dividendi ed effettuare riacquisti di azioni proprie, oltre che per finanziare operazioni di fusione e acquisizione espansive, mentre crescono anche gli esempi di offerte speculative.

IL CONTESTO STRUTTURALE RESTA POSITIVO – Così, sottolinea ancora Ross, negli ultimi anni l’indebitamento societario globale è tornato a crescere malgrado utili robusti, “il che corrisponde a una dinamica tipica in una fase avanzata del ciclo”. Peraltro se l’offerta di nuove obbligazioni societarie è apparsa solida da inizio anno, anche la domanda è rimasta sostenuta negli Usa come in Europa e Regno Unito. A ciò si aggiunge il comportamento delle banche centrali che hanno quasi azzerato i tassi d’interesse e adottato politiche espansive, tra cui l’acquisto di obbligazioni in generale e di obbligazioni societarie in particolare. “Alla luce di tutto questo riteniamo che il contesto strutturale sia positivo per il mercato”.

SPREAD SUI BOND CORPORATE SI SONO RIDOTTI – Anche se lo spread ottenuto investendo in obbligazioni societarie si è notevolmente ridotto rispetto agli inizi dello scorso anno, alimentando l’idea di un mercato sopravvalutato, “nel contesto storico degli ultimi 10 anni gli spread delle emissioni societarie sono piuttosto prossimi alla media”. Sono passati oltre tre anni dal lancio di Threadneedle (Lux) Global Corporate Bond Fund: quando il fondo venne lanciato “le banche rappresentavano un tema importante nel portafoglio. All’epoca gli istituti di tutto il mondo erano obbligati dagli organismi di regolamentazione ad accumulare capitale, migliorare la liquidità e ridimensionare le attività deteriorate”.

OBBLIGAZIONI SOCIETARIE RESTANO INTERESSANTI – Questa tendenza ormai “si è ampiamente esaurita” ricorda Ross, il che “non significa che anticipiamo una nuova crisi del settore bancario, perché attualmente gli istituti sono in ottima forma nella maggior parte dei paesi”. Ciononostante, anche tenendo conto “che il ciclo del credito è maturato, abbiamo trasferito una porzione maggiore del portafoglio verso settori più difensivi e meno ciclici, come le utilities regolamentate”. Pur avendo rivisto la composizione dei portafogli, gli esperti di Threadneedle restano “abbastanza ottimisti sulle prospettive della classe di attività sino a fine anno”. Insomma: le obbligazioni societarie sono oggi meno appetibili di 18 mesi fa, ma dovrebbero continuare a essere un pilastro dei portafogli d’investimento per parecchio tempo ancora.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Mercati, decennale Usa atteso sopra il 2%

Fondi, da State Street tre nuovi comparti Sustainable Climate Bond

Mercati, i nuovi bond governativi e corporate della settimana sotto la lente

NEWSLETTER
Iscriviti
X